Bestemmione in diretta, martedì sera, su Rai3, durante la puntata di Filorosso (in versione Asilo Mariuccia), di Claudio Martelli, ex ministro della Giustizia, presidente della Fondazione Nenni, delfino (almeno una volta si diceva così) di Bettino Craxi. Si parlava con Antonio Di Pietro e Filippo Facci delle stragi mafiose del 1992 e dell'infiltrazione della mafia negli avvenimenti che portarono a Mani Pulite. Martelli chiede: «Se c'era questa presenza mafiosa tra gli indagati, come mai non c'è stato un solo mafioso coinvolto in Mani Pulite?». Il tempo per Antonio di raccogliere le idee, che Filippo Facci gli suggerisce la risposta. Al che Martelli si volta di scatto verso l'ultimo banco, da dove Filippo Facci lancia le palline di carta con l'elastico, e dice: «Non suggerirgli le risposte, porco D**».
Scandalo: perché Martelli non vuole che si suggerisca? E che si fa così tra compagni di classe, per di più ex socialisti (Martelli e Facci erano entrambi orgogliosamente socialisti)? Al che interviene la maestra, Antonino Monteleone (al quale bisogna riconoscere una freddezza e una compostezza quasi svizzera), e, al posto di rimproverare Filippo Facci perché suggerisce (lo avrebbe dovuto fare Monteleone, non l'alunno Claudio Martelli), se la prende con la bestemmia. Insomma, se la prende, praticamente se ne fotte (altri sarebbero andati nel panico, bisogna riconoscerglielo), aprendo un dibattito inconsapevole sul ruolo del linguaggio nell'attuale panorama televisivo. Monteleone dice infatti esattamente quanto segue: «No, no, no… qua non è il Grande Fratello. Martelli non verrà espulso però… Mamma mia!». Innanzitutto: si può dire «mamma mia» in diretta Rai? E poi: qual è il ruolo della bestemmia in televisione?
Ricordiamo che Leopoldo Mastelloni fu fatto fuori dalla Rai per bestemmia, così come Beppe Grillo fu fatto fuori dalla Rai per una battuta sui socialisti. Ieri si sono affrontati entrambi gli argomenti e nessuno è stato fatto fuori dalla Rai, né Di Pietro né Martelli. Allora, perché se Martelli può bestemmiare, i concorrenti del Grande Fratello no? Ovviamente io sono contro ogni forma di bestemmia, anche velata, anche travisata, anche pensata, ma io sono io e le regole della logica sono le regole della logica. E veniamo al punto: il pisello di PISTO. Voglio dire: se è lecito bestemmiare in diretta Rai, allora vale tutto (cit. Nietzsche, Il martello degli dei, la trasvalutazione di tutti i valori, da non confondere con Il Martelli degli dei, che è una cosa degli anni Ottanta). Invitiamo PISTO a presentarsi alla prossima puntata di Filorosso (la trasmissione preferita di Sigfrido Ranucci: non solo la guarda, guarda dalla finestra anche gli inviati di Filorosso; insomma, quasi — ho detto «quasi» — stalkerizza Monteleone). Dicevo: invito il direttore PISTO a presentarsi a Filorosso con il suo accappatoio d'ordinanza da riunione MOW, con il suo CANNONE in mano, con il portajoint in argento e lapislazzuli e, ove ci fosse bisogno di sottolineare un passaggio particolarmente veemente di un ragionamento, al posto di sbattere il pugno sul tavolo, a dare un colpo di pisellone sul bracciolo della sedia. Ove non ci fossero i braccioli, prego Antonino Monteleone di procurare per PISTO una sedia con braccioli da evidenziazione. (Altro che Fabrizio Corona che sbatte i fogli sulla coscia).