Delitto di Garlasco: Galassi vs Garofano? “Non prendo ordini da lei”
di Emanuele Pieroni
Arriva la docu serie su Rita De Crescenzo. Netflix, ma cosa sei diventato?
di Marika Costarelli
Essere visti o scomparire: dopo “Into the Wild” chi siamo diventati?
di Gianni Miraglia
Essere visti o scomparire: dopo “Into the Wild” chi siamo diventati?
di Gianni Miraglia
Il complotto mondiale Ranucci se l’è fatto da solo (per colpa di Lavitola)
di Riccardo Canaletti
Opinioni
“Tutto è vanità”, ma soprattutto tutti posso cadere nello stagno di Narciso a forza di specchiarcisi dentro. Persino uno come Ranucci, che sta vivendo il suo momento più difficile non solo come giornalista (forse fregato dalla sua stessa fonte, nonché amico), ma anche come figura pubblica, come simbolo di una certa sinistra, di un certo modo di intendere le inchieste e di criticare il potere. Le notti calde raccontate nei suoi libri con autocompiacimento, le intercettazioni con Lavitola in cui si vanta dell’engagement su Instagram, il sondaggio per il suo gradimento e pure, secondo Selvaggia Lucarelli, una finta recensione al suo stesso libro, definito “un capolavoro”, firmata con uno pseudonimo. Dopo la bomba, le indagini e la sentenza, al di là di tutto, la sua immagine sarà per sempre quella di un uomo che ha ceduto all’ego. Ma vi diciamo una cosa: forse è normale e il problema è chi, tra i suoi accoliti, ha voluto fare del conduttore di Report un mito
Il 24 agosto la prima scossa: dieci anni di polvere
di Emanuele Pieroni
Beatrice uccisa a Bordighera: le sorelline rischiano di ripercorrere le atrocità
di Morena Zapparoli Funari
“C’è chi dice no”: Vasco querela un “fan” per un commento che lo diffama
di Marika Costarelli
Mow Privé
SPORT
A Zandvoort scoppia il caos in Ferrari?
di Luca Vaccaro
Kimi Antonelli in Olanda? Striglia sé stesso dopo le qualifiche
di Luca Vaccaro