Qualcuno ha sentito Chiara Poggi urlare “non firmerò”. La sera prima di morire o un giorno prima. “A Garlasco lo sanno tutti, ne parlano in tanti” – Lo ha detto una donna che, durante un evento di Andrea Tosatto, è intervenuta raccontando una storia fino a oggi mai sentita. Quel racconto, poi, è diventato una intervista (di spalle e a identità tutelata) sullo stesso canale Youtube di Tosatto e in queste ore quei 14 minuti di video stanno facendo il giro dei telefonini anche tra coloro che da mesi, ormai, raccontano il delitto di Garlasco e le indagini riaperte dalla Procura della Repubblica di Pavia. Quella donna è attendibile? Ha inventato tutto di sana pianta o c’è qualcosa che forse andrebbe approfondito? Bisognerà capirlo, magari per guardare in direzioni diverse rispetto a quelle verso cui s’è guardato per anni e si sta guardando ora, oppure semplicemente per mettere fine a nuovo chiacchiericcio.
Il video, come sempre, lo pubblichiamo in coda all’articolo, così che ognuno possa tirare le somme che vuole e arrivare alle conclusioni che riterrà. Il racconto della donna è netto: Chiara a settembre sarebbe diventata amministratrice dei beni della nonna (quella della casa con la luce accesa a Gropello la sera prima dell’omicidio). Quella nonna possedeva dei terreni, molti terreni, destinati a diventare edificabili e chi si occupava dei suoi affari l’aveva però circuita. Chiara aveva scoperto tutto e s’era imposta per prendere la situazione in mano. “Lo sanno tutti e lo dicono tutti – racconta la donna nel video - che è stata sentita urlare ‘non firmerò’ la sera prima di morire. E se non era la sera del 12 era comunque non più di due notti prima”. Sia chiaro: è tutto da capire. E’ tutto da verificare. Ma che a Garlasco la ‘Ndragheta fosse di casa in quegli anni così come lo era il malaffare in genere e come lo erano i giri poco chiari è innegabile. Se effettivamente ci possono essere collegamenti o meno, invece, è eventualmente da accertare. Partendo proprio dall’attendibilità della donna e da riscontri, non difficili da cercare, sulla veridicità delle operazioni economiche raccontate.
Intanto, sul fronte delle indagini vere, ieri è arrivata l’ennesima doccia gelata per quanti si aspettavano che a breve si sarebbe arrivati a una svolta. In giornata, infatti, era cominciata a circolare la notizia che Paolo Dal Checco, il consulente informatico noto anche per la sua collaborazione con Le Iene, avesse depositato la sua consulenza. Ha effettivamente depositato qualcosa, ma si tratta di una richiesta di proroga. Avrà bisogno di più tempo per andare a fondo nelle memorie dei PC di Chiara Poggi e di Alberto Stasi, per rispondere alle richieste formulate dalla Procura nell’assegnazione dell’incarico, ma forse anche per svolgere ulteriori indagini alla luce di nuovi elementi venuti alla luce.
Come accaduto per la dottoressa Cattaneo, inoltre, anche sul lavoro di Dal Checco cominciano a farsi largo i primi sospetti prima ancora di conoscere le conclusioni a cui è arrivato. Sui social e nei vari gruppi, infatti, circola lo screen dell’organigramma dell’ONIF, Osservatorio Nazionale per l’Informatica Forense, di cui Dal Checco è fondatore e attualmente consigliere insieme a Paolo Reale, storico consulente informatico della famiglia Poggi.