Antonio De Rensis, Alessandro De Giuseppe e Francesco Marchetto sono indagati per diffamazione. Lo riferisce l’Ansa, dopo che nei giorni scorsi era stata resa pubblica la notizia di un fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Milano in seguito a quanto presentato (insieme a un’altra ottantina circa di esposti e querele) dalla cugina di Chiara Poggi, l’avvocato Stefania Cappa, contro il legale di Alberto Stasi, contro l’inviato de Le Iene e contro l’ex maresciallo dell’Arma di Garlasco. Il reato per cui si indaga sarebbe quello di diffamazione. Si tratta, comunque, di un passaggio prevedibile e scontato e che, di fatto, mette gli indagati nelle condizioni di difendersi ora che il fascicolo è formalmente sul tavolo del pm Antonio Pansa. E’ la notizia del giorno? Probabilmente no. Perché nelle stesse ore s’è tornati a parlare di intercettazioni e sono spuntati nuovi elementi.
Uno su tutti? Il documento con cui i Carabinieri della seconda sezione omicidi chiedevano al giudice l’autorizzazione a proseguire una serie di intercettazioni ambientali avviata già da mesi, in particolare per quanto riguarda le auto di alcuni dei protagonisti (a vario titolo) delle indagini. In quella richiesta di fine marzo 2025, tra le motivazioni sono riportate anche le circostanze che gli inquirenti vorrebbero approfondire con la proroga e, su tutte, c’è un’intercettazione del 28 marzo 2025 (quindi di tre giorni prima) in cui Andrea Sempio parla, a bordo dell’ormai famosa Panda verde, con suo padre Giuseppe. Proprio quest’ultimo, alle 16,55 e dopo essere stato avvisato dal figlio della possibile presenza di giornalisti fuori dalla loro abitazione, se ne esce con queste parole “questa è la storia di quella ragazza lì….le ho detto io (spiegando che stava raccontando qualcosa alla moglie Daniela) attenzione che può essere importante ‘sta cosa…quella bionda lì…molto importante… perché, se la beccano, aspetta…e gli fa cambiare versione, c’è un testimone contro di te”. A quel punto è Andrea che stoppa il padre: “silenzio, altrimenti poi adesso viene fuori che c’è un testimone”.
Le frasi sono confuse e andrebbero ascoltate, visto che così sono riportate nel brogliaccio e nella richiesta di proroga delle intercettazioni, ma a contestualizzarle, in quella stessa richiesta, sono proprio i Carabinieri di Pavia. “Il padre Giuseppe, parlando con il figlio Andrea, dice di aver detto alla moglie che potrebbe esserci una ragazza bionda le cui dichiarazioni potrebbero metterlo in difficoltà – si legge nel documento – Pur non essendo chiaro il significato delle battute, è ragionevole ritenere che Giuseppe possa far riferimento ad un recente articolo di stampa”. Quale articolo? Non è specificato, ma il contenuto riguarderebbe l’ormai famosa testimonianza ritrattata di Marco Muschitta Demontis. “Si rileva come il figlio Andrea – si legge ancora in quel passaggio della richiesta (foto sotto) – non appena il padre abbozza quel tema, zittisca il padre, temendo forse di essere intercettato”.
Quale sia stato, poi, l’indirizzo preso dalla Procura della Repubblica di Pavia è noto, anche se l’impressione ormai di tutti è che le indagini sul delitto di Garlasco chiuderanno davvero solo a settembre e non senza colpi di scena, così come, esattamente oggi, è chiaro pure quale sia stato il primo sviluppo dopo l’esposto presentato dall’avvocato Stefania Cappa alla Procura di Milano. Di sicuro, sia di Pavia che di Milano si parlerà ancora e, a questo punto, anche quell’intercettazione tra Giuseppe e Andrea Sempio dovrà essere spiegata.