“Gli accanimenti giudiziari si combattono andando ai processi, senza sottrassi a niente”. E’ una frase ascoltata anni fa, da giovanissimo cronista, proprio in un’aula di tribunale, nel bel mezzo di una udienza penale. Il giudice aveva appena comunicato all’imputato che avrebbe, in qualsiasi momento, potuto chiedere di parlare e l’imputato, per tutta risposta, se ne uscì con quella frase. Mesi dopo sarebbe anche stato assolto, sia da quelle accuse, sia da altre. Il punto, però, non è un vecchio racconto personale, ma quella frase che, oggi, torna in testa in continuazione. Ogni volta, per intenderci, che Andrea Sempio sceglie di non parlare e ogni volta che intorno a lui qualcuno prova a sventolare il sospetto di un accanimento giudiziario, badando bene, però, di evitare di consigliare a Andrea di non sottrarsi a niente. Sottrarsi, precisiamolo subito, è legittimo e consentito, ma rischia di essere pericoloso. Perchè c'è di mezzo l'inchiesta Clean con tutte le sue varie numerazioni e, quasi certamente, c'è qualche altro fascicolo aperto.
E' vero – e chi scrive non ha problemi a dirlo pur sapendo che ci sarà da beccarsi qualche insulto – che il comunicato diramato ieri dalla Procura della Repubblica di Pavia, per informare della consulenza psichiatrica disposta proprio su Andrea Sempio, ha qualcosa di disumano. E fa restare male se ci si approccia a tutto, appunto, con il filtro dell’umanità e del garantismo. Ma a una considerazione (anche della coscienza) si può rispondere – e rispondersi – con un’altra domanda: cosa c’è ancora di umano sulle indagini e intorno alle indagini per il delitto di Garlasco? Probabilmente niente e, altrettanto probabilmente, nemmeno le indagini stesse perchè riguardano anche un non detto. Tempo fa su MOW avevamo raccontato di una indiscrezione: ci saranno colpi di scena a maggio, ma la partita delle indagini non si chiuderà prima dell’estate. Ora appare più che chiaro che quell’indiscrezione non era solo buona, ma pure profetica.
Profetica perché spiegava, anche se sibillinamente, che molto presto si sarebbe smesso di parlare “solo” di un omicidio, per raccontare, invece, qualcosa di molto più grande che c’entra in qualche modo con quell’omicidio. O, meglio, con tutto quello che è successo prima e intorno a quell’omicidio in un pezzo d’Italia chiamato Lomellina. Oggi sappiamo, ad esempio, che – senza voler assolutamente entrare nel merito della colpevolezza o meno dell’attuale indagato – Andrea Sempio, nel tempo, è stato aiutato rispetto alle indagini. E che chiarire “l’aiuto” o “gli aiuti” potrebbe essere importante, se non fondamentale, anche per accertare chi davvero ha ucciso Chiara Poggi. Chi è innocente e chi no.
Sottrarsi per Andrea Sempio, quindi, è sicuramente legittimo, ma è inopportuno e in quel “valutare la pericolosità” contenuto nel comunicato stampa della Procura c’è forse una volontà, seppur spietata, di farglielo capire. Sì, quel comunicato purtroppo è disumano da un lato, ma pure qualcosa di necessario per evitare che la narrazione resti nelle sole mani di chi grida all’accanimento giudiziario da dietro le legittime barricate del codice di procedura penale. Signori, la famosa partita a scacchi di cui avevamo già parlato, è appena cominciata e l’unica persona che potrebbe farla finire in fretta - sia se è l’assassino di Chiara Poggi, sia se non lo è – è Andrea Sempio. Anche perchè in quel comunicato, di cui oggi s'è parlato tanto, c'è una frase di cui forse s'è parlato troppo poco. Questa: "in particolare, è stato disposto che i consulenti tecnici del Pubblico Ministero, già nominati, procedano a specifiche verifiche, al fine di esaminare le prospettazioni tecniche formulat dalla difesa e di valutarne la fondatezza, anche sotto il profilo del rigore dell'affidabilità scientifica". Lo scopo della consulenza disposta dalla Procura è "delineare il movente"? Non sarà che lo scopo del comunicato è "delineare il circostante"?