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Opinioni
Nel caso della perquisizione a Ilaria Salis e dell’assistente con precedenti viene fuori tutta la loro ignoranza politica
Riccardo Canaletti
Due anni fa Ilaria Salis si è salvata da un processo probabilmente ingiusto, per delle accuse che però tornano. Stavolta dalla Germania, dove l’eurodeputatata è finita in una lista nera per i suoi presunti legami con la “Banda dal martello”, un gruppo di estrema sinistra che va in giro a picchiare neonazisti. Tutto questo ha portato a una perquisizione d’ufficio nella camera d’albergo in cui era a Roma prima della manifestazione contro Trump No Kings Day. E nella camera, dicono, c’era anche il suo assistente, condannato nel 2015 durante degli scontri a Bologna. Davvero lei e il suo partito non capiscono quanto tutto questo sia sbagliato?
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