Il giallo di Garlasco contiene al suo interno una miriade di sotto-vicende, parallele o passate, collegate al presente da personaggi in un primo momento secondari, poi fondamentali. Uno di questi è certamente il maresciallo Francesco Marchetto, ben noto alle cronache attuali e soprattutto agli addetti ai lavori. Nelle preziose sit da lui rese tra marzo e luglio del 2025 alla procura di Pavia sull’omicidio di Chiara Poggi, l’ex carabiniere è un fiume in piena. Dal retroscena sullo scoop delle Iene sul testimone chiave Gianni Bruscagin ai rapporti tra l’ex sindaco di Garlasco Pietro Francesco Farina e il maresciallo Giuseppe Moriglia, vengono fuori cose parecchio interessanti che vale la pena di riesaminare con attenzione alla luce di quanto emerso sulla cascina Crivellina dello zio “ricchissimo” di Andrea Sempio: la famosa cascina “a prova di cimici”. In queste sit, peraltro, compare il nome di un politico del centro destra parecchio pesante e già coinvolto nell’inchiesta Clean sul “sistema Pavia” e come se non bastasse, tra poco sul caso di Garlasco ci tornerà pure Fabrizio Corona con l'attesissima intervista a Marco Poggi. Ma andiamo con ordine.
L’ex maresciallo Marchetto a marzo spiega agli inquirenti e racconta come si è arrivati alla testimonianza di Gianni Bruscagin, di cui gli avrebbe riferito un suo amico, Carnevale Diego Schianca, il quale gli parlò di quanto appreso da Bruscagin per poi organizzare tra loro due un incontro in cui prese parte anche il giornalista Alessandro De Giuseppe delle Iene. Bruscagin, già tuttofare dell’ex sindaco di Garlasco Farina, come noto alle cronache, raccontò dopo un’iniziale esitazione, di aver appreso da una presunta testimone un fatto rilevante qualora confermato dagli inquirenti. La signora in questione avrebbe visto infatti Stefania Cappa (non indagata) gettare l’arma del delitto di Chiara Poggi in un canale contiguo alla casa della nonna dopo averle chiesto le chiavi dell’abitazione, disabitata, in quanto sua vicina. Marchetto poi, sempre a sit, spiega che il teste Muschitta inizialmente riferì una testimonianza simile e poi ritrattò. Questa inversione a U sarebbe stata causata da un suggerimento del generale dei carabinieri Gennaro Cassese, peraltro presidente della società Ioman di Antonio Iozza, al cui figlio Paolo (amministratore della società), nella sentenza di rinvio a giudizio di Maurizio Pappalardo, viene contestata la cessione di un camino in favore del maresciallo Michele Scoppetta. Lo stesso Cassese, secondo la versione di Marchetto resa a sit poco tempo dopo (a luglio 2025), si sarebbe incontrato proprio in cascina Crivellina con lo “zio ricchissimo” di Andrea Sempio, Amilcare Adami (ex marito della zia di Andrea, Silvia, di cui abbiamo scritto in un precedente articolo) e l’allora maresciallo Maurizio Pappalardo, indagato nell’inchiesta della procura di Brescia sul “sistema Pavia” e sulla contorta vicenda delle foto rinvenute sul suo cellulare a proposito del fascicolo d’indagine su Andrea Sempio e della richiesta di archiviazione. La cascina in cui si incontravano, poi, sarebbe stata frequentata anche dall’allora Procuratore di Vigevano Alfonso Lauro.
Marchetto racconta di tutto questo perché coinvolto nella vicenda in quanto condannato per aver installato abusivamente un gps sull’autovettura di Adami. Gps ceduto all’allora moglie di Adami, la zia di Andrea, Silvia Sempio che a Marchetto aveva chiesto di procurarle uno di questi gps e che poi è stato rinvenuto nell’auto dell’ex marito quando questi si trovava in compagnia del capitano Cassese. In questo caso Adami era stato costretto a fare denuncia nei confronti di Marchetto perché dentro il gps era stata da lui dimenticata una sim a lui riconducibile. Nella stessa sit, Marchetto spiega dettagliatamente la questione dell’estorsione a Don Gregorio Vitali, rettore del Santuario delle Bozzole, ad opera del “faccendiere” Flavius Savu. Il mediatore fra i due era, come già accennato, l’allora sindaco di Garlasco Pietro Farina. Don Gregorio si era rivolto tra 2014 e 2015, prima di cercare Marchetto, all’allora comandante dei Carabinieri garlaschesi, Giuseppe Moriglia, il quale una volta appresa la notizia di reato, invece di procedere con la denuncia per tentata estorsione, gli disse che se ne sarebbe occupato personalmente. Una nipote di Flavius Savu era fidanzata con Ruga Erton che Marchetto avrebbe “casualmente incontrato” e al quale, appreso della vicenda da Don Gregorio, fece alcune domande registrando le sue risposte con il suo consenso. In queste registrazioni Ruga raccontava che Moriglia si sarebbe rivolto a lui e a Savu intimando loro di smetterla di chiedere soldi a Don Gregorio. Marchetto in questa sit, però, dice di non ricordare se l’incontro con Ruga sia avvenuto prima o dopo il processo relativo alle Bozzole. Marchetto spiega poi le sue perplessità a proposito della destinazione dei soldi provenienti dal ricatto, chiedendosi se non siano effettivamente stati utilizzati, tramite il favoritismo di Farina nei confronti di Savu, all’apertura di un’impresa legata a lavori edili. Ruga, in questa registrazione, peraltro si lamenta del fatto che Moriglia avrebbe anche fatto uso di cocaina. Moriglia che, come ricorda Marchetto, è il nipote del luogotenente Silvio Sapone e “all’allora sindaco Farina era indicato essere parente di secondo grado dell’ex europarlamentare della Lega Angelo Ciocca”, attualmente indagato nell’inchiesta sulla corruzione del cosiddetto “Sistema Pavia”. Insomma, un vero e proprio groviglio bituminoso tutto da districare in cui, peraltro Fabrizio Corona sta per tornare ad immergersi con l'esclusiva intervista Marco Poggi. Staremo a vedere...