Dicono che l’Istituto Agrario di Riccia abbia già diffidato tutti a tutela del nome della scuola. Forse è per questo che è così difficile verificare l’indiscrezione che ha preso fortemente piede in queste ore in merito alle indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita e secondo cui gli inquirenti della Procura della Repubblica di Larino e della Questura di Campobasso avrebbero concentrato le loro attenzioni su un nuovo PC . Non più, quindi, i soli dispositivi informatici già sequestrati e copiati nel contraddittorio (quindi con il coinvolgimento delle parti) , ma un PC che, stando a quanto si dice, apparterrebbe proprio all’istituto scolastico in cui insegna la prof di matematica, amica di lunga data di Gianni Di Vita, che è stata ascoltata nelle scorse ore, per la terza volta, dagli investigatori.
Quel PC è stato davvero sequestrato? E’ davvero stato oggetto di una qualche attenzione da parte degli inquirenti? La risposta a queste domande, per adesso, non c’è. O, almeno, non c’è in via ufficiale, anche se di quel computer, ormai, si parla con insistenza sia a Pietracatella e nel circondario, sia tra i colleghi che seguono la cronaca locale e che hanno, chiaramente, il polso del territorio. Tra l’altro, se quel computer è è stato oggetto di indagini, avrebbe potuto seguire un iter differente rispetto a quello di tutti gli altri di cui sono state già effettuate le copi forensi.
Sul fascicolo della Procura, infatti, i nomi scritti in copertina sono ancora quelli dei cinque medici che hanno avuto a che fare con Antonella e Sara nell’ultime ore della loro vita, ma si tratta, ormai, di mera forma. A breve saranno scagionati e è palese, quindi, che – seppure formalmente è contro ignoti che si continuerà a indagare – gli inquirenti hanno già concentrato intorno a pochissime figure i loro sospetti. Il reato per cui si indaga, adesso, è omicidio premeditato.
L’impressione è che si saprà qualcosa di più solo dopo la relazione finale degli accertamenti autoptici disposti e degli ulteriori accertamenti richiesti al Centro Antiveleni di Pavia. Intanto, mentre nella narrazione irrompe (diffida o non diffida) l’Istituto Agrario di Riccia, la notizia che tiene banco a Pietracatella oggi è un’altra: zia Isuccia, l’anziana che nei giorni delle feste natalizie aveva preparato e donato una torta ai Di Vita, convocata nei giorni scorsi in Procura, ha avuto un malore la sera stessa dell’escussione e dovrà essere trasferita in un ospedale in Puglia dopo che le sue condizioni di salute si sono pesantemente aggravate anche per via del forte stress.