Una strana ricerca, un forum e una data: 25 dicembre. Oltre a un orario sospetto: quasi le tre di notte. E’ quello che è saltato agli occhi dei colleghi di Primonumero, testata online molisana, nel bel mezzo delle indagini, e delle cronache, sull’omicidio di Pietracatella. Qualcuno, proprio il 25 dicembre, ha chiesto su Reddit informazioni sulla ricina. “Il thread pubblicato dall’account ‘Expensive_Estate1897’ – si legge su Primonumero - sulla community r/allthequestions chiedeva esplicitamente dove reperire veleni ad azione rapida e citava, tra le altre sostanze, proprio la ricina e l’aconito. Nei commenti successivi, l’utente aveva insistito più volte sostenendo che ottenere quelle informazioni fosse per lui importante, provocando la reazione preoccupata di diversi utenti della piattaforma. L’account è stato successivamente sospeso, ma la conversazione è ancora visibile online”.
La Procura di Larino e gli inquirenti sono già stati messi al corrente di quanto trovato in rete e avrebbero già avviato le prime verifiche. C’è da dire, però, che la questione temporale lascia supporre che possa trattarsi di una macabra coincidenza, visto che Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita hanno accusato un primo malore già il giorno di Natale, mentre quel post è stato pubblicato nella notte tra il 25 e 26 dicembre. A interessare, e tanto, gli inquirenti ci sarebbero, invece, altri elementi emersi da verifiche incrociate sul web e sui dispositivi informatici consegnati o sequestrati.
Non significa che si sta già andando verso una direzione unica, ma che c’è la consapevolezza che la chiave per capire chi e perché potesse avercela così tanto con le due donne, o con tutta la famiglia Di Vita, è tra le pieghe di qualche file o di qualche traccia lasciata online. Ovviamente mentre proseguono le indagini tradizionali, tra audizioni rinnovate e ripetute e persone chiamate a sommarie informazioni testimoniali. Ieri, ad esempio, è stata la volta del padre e del fratello di Antonella Di Ielsi.
Cinque persone, in totale, sono state sentite nelle ultimissime ore. E quel numero, cinque, fa saltare sulla sedia, visto che appena pochi giorni fa, come su MOW avevamo raccontato, aveva preso piede l’indiscrezione proprio su cinque persone non sospettate, ma maggiormente attenzionate dagli inquirenti stessi. Intanto, Gianni Di Vita e sua figlia Alice sono tornati a parlare attraverso il loro legale, Vittorino Facciolla proprio in merito alla così detta pista familiare. “C’erano normali litigi, anzi meno dei normali litigi – ha detto all’Ansa - Questa è la ragione per la quale Gianni, Alice e gli altri prossimi congiunti non si spiegano cosa possa essere accaduto. Se ci fossero state delle vicende familiari evidenti, che comportavano dei dissidi forti, sarebbero emerse in un attimo, questo non è accaduto ed è una ragione che desta, se vogliamo, anche maggiore preoccupazione. Perché non capire quale può essere stato l'innesco di tutto non rende tranquilli. Il telefonino di Gianni? Non è stato sequestrato, ma se gli inquirenti dovessero averne bisogno è lì a disposizione. Il trasferimento a Campobasso di padre e figlia? Lo confermo, ma è stata una decisione con ragioni che erano quasi obbligate perchè Alice il prossimo mese deve svolgere gli esami di maturità e loro stavano vivendo in un contesto comunale che era diventato particolarmente difficile per l'interesse mediatico che la vicenda desta. Quindi avevano grandi difficoltà a svolgere una vita serena per l'assedio dei media. Si sono visti obbligati a trovare un'altra situazione abitativa, seppure temporanea, quantomeno fino a quando Alice non avrà terminato l'esame di maturità classica".