Lui lo sapeva già, e infatti aveva messo le mani avanti scrivendosi un pezzo intitolato Problemi con tutti. Stavolta il problema ce l'ha avuto con DiMartedì, ma del resto l'hype per la puntata di Pulp Podcast con Giorgia Meloni va coltivato a dovere. E di polemiche da tirar su ce ne sono, dopo la notizia del Presidente del Consiglio che va a farsi intervistare in un podcast a chiusura della campagna per il referendum sulla giustizia.
A Fedez e Davide Marra è riuscito il colpo di portare ai loro microfoni la Giorgia più famosa d'Italia, e ora l'attesa è tutta per l'uscita della puntata (online giovedì 19 marzo alle 13.00). Una presenza che certifica il tentativo di raggiungere un target che la politica non trova in tv, i giovani, e quanto il governo Meloni stia investendo sul referendum del 22 e 23 marzo.
Cintura nera di polemica, adesso Fedez ne ha apparecchiata una contro Giovanni Floris. Prima della puntata di DiMartedì infatti,al rapper che una volta faceva brutto, è partita la storia compulsiva su Instagram. Il motivo? La redazione aveva chiesto alcuni stralci di puntate, ma davanti alle loro richieste, avrebbe preferito virgolettare alcune frasi nei servizi "passando sopra a centinaia di puntate" realizzate in maniera, sostiene Fedez, deontologicamente perfetta.
Fedez ha raccontato che la redazione li ha contattati verso le 20.00, chiedendo alcuni stralci delle puntate con Tajani, Vannacci e Gasparri. A quel punto però, lui e Mr. Marra avrebbero capito che l'intento del programma era utilizzare gli stralci in cui lui e il collega "gigioneggiavano" per sminuire i contenuti del podcast. Per evitare quindi un utuilizzo di questo tipo, si sarebbero detti disponibili, ma a un patto: che Marra avesse potuto "presenziare per difendere l’onorabilità del podcast”. Cosa sarebbe successo dopo? "Non invitano Marra e al posto delle clip mettono tre virgolettati passando sopra a centinaia di puntate in cui abbiamo parlato di tante cose e tematiche sensibili e lo abbiamo fatto in maniera deontologicamente professionale", per poi chiudere con: "complimenti alla vostra di deontologia invece". Tutto con tag all'account ufficiale del programma, del conduttore e di "siete un grande esemplio di pluralità", confondendo la pluralità col pluralismo. Cioè l'esistenza di molteplici punti di vista, con la messa in atto del principio per cui un'informazione equilibrata ne garantisce la loro presenza (in questo caso all'interno del montaggio del servizio). Comunque, nel passaggio incriminato, non c'entrano né l'uno ne l'altro, perché quello che Fedez contesta alla redazione di Floris, è di aver estrapolato frasi poco significative di Pulp Podcast per descrivere il livello, sottinteso basso, del format in cui verrà ospitata Giorgia Meloni.
Intanto l'account del podcast e Marra hanno risposto anche alle critiche di Andrea Scanzi, che ha commentato sostenendo che i due non sanno niente e che leggeranno delle domande scritte da altri: Marra ha mostrato in risposta la mole di appunti per la preparazione della puntata.
"Noi siamo un problema, ragazzi": nel frattempo, è stato condiviso un reel in cui Fedez sostiene che la presenza della Meloni in un podcast costituisca un problema per chi si occupa di informazione per lavoro. Perché, si lascia intendere, i giornalisti sono stati scavalcati da due podcaster che hanno colto un'occasione: la premier ha scelto Fedez e Mr. Marra anziché dei professionisti dell'informazione.
Va detto che, di fronte alla presa di posizione corporativa e alle varie risatine nel salotto di Floris, di fronte ai commenti più o meno indignati che circolano in rete e nelle testate in queste ore, ci sarebbe da ricordare che finora, quelli che in tv non hanno fatto domande alla Meloni, sono proprio quelli che si definiscono giornalisti. Perché allora pretenderle da Fedez? Alla fine, ha ragione lui: non è questione di correttezza dell'informazione, ma di categorie.