La Formula 1 continua a far parlare di sé e non solo per i sorpassi in pista. Dopo le polemiche sulle nuove vetture, giudicate troppo complesse e con i piloti costretti a passare gran parte del tempo a gestire la componente elettrica della power unit, ecco spuntare anche il complotto: durante le qualifiche Sprint di Shanghai, i dati telemetrici della Mercedes sono parzialmente spariti sia dal live timing ufficiale sia dalla trasmissione TV, con grafiche “congelate” che riportavano le stesse velocità sia in accelerazione che in frenata. Il caso più evidente è stato quello di Kimi Antonelli, con immagini diventate virali nel giro di pochi minuti.
Inutile dire che si è gridato subito allo scandalo, anche perché il problema si ripresentava giro dopo giro, proprio quando i piloti ricorrevano al cosiddetto super clipping, pratica necessaria per permettere alla batteria di ricaricarsi. Il tutto arriva dopo settimane di sospetti e discussioni sul presunto “trucco” della power unit delle Frecce d’Argento — la stessa utilizzata anche da McLaren, Williams e Alpine —, tanto che dal primo giugno la FIA introdurrà nuove misure per evitare che i motoristi sfruttino una zona reputata grigia del regolamento.
Mercedes ha sempre sostenuto di essere completamente in regola, ma l’episodio ha inevitabilmente riacceso il dibattito. Eppure, ai complottisti si può rispondere in modo piuttosto semplice: il problema era semplicemente legato al sistema di telemetria in tempo reale, poi risolto nel corso del weekend, con dati tornati coerenti rispetto a quanto già visto a Melbourne.
Tanto rumore per nulla, ma questa volta una parte di responsabilità ricade anche su Liberty Media. Al termine del primo GP stagionale, infatti, gli account ufficiali della F1 si erano resi protagonisti di episodi piuttosto discutibili, pubblicando onboard chiaramente lavorati in post-produzione per attenuare proprio l’effetto del super clipping. Il risultato, però, è stato opposto a quello sperato: gli utenti se ne sono accorti in tempo 0 e la Formula 1 ha iniziato a cancellare in massa i commenti negativi (come successo anche sotto un altro post), salvo poi essere scoperta grazie ad alcune funzionalità della piattaforma X.
Se ciò non fosse accaduto, probabilmente nessuno avrebbe nemmeno ipotizzato una Formula 1 intenta a manipolare i dati telemetrici per nascondere un’irregolarità della Mercedes. Ma anche in questo caso sorge spontanea una domanda: se davvero si fosse voluto coprire qualcosa, che senso avrebbe avuto mandare in onda onboard capaci di attirare immediatamente l’attenzione di appassionati e addetti ai lavori?
Una domanda dalla risposta piuttosto scontata. Ma quando di mezzo c’è una presunta irregolarità della squadra che finora ha dominato, lasciando agli altri solo le briciole, basta poco per alimentare un caso destinato fortunatamente a finire nel dimenticatoio.
Più che puntare il dito contro Mercedes, forse bisognerebbe guardare a chi scrive i regolamenti: se esiste una zona grigia, è inevitabile che qualcuno provi a sfruttarla. È successo in passato ed è parte stessa della storia della Formula 1. Lo hanno fatto Ferrari e McLaren, lo ha fatto la Brawn GP regalandoci una delle favole più belle del circus, e oggi è toccato a Mercedes. Nessun complotto: semplicemente, sono stati più più furbi degli altri.