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30 maggio 2026

La prima sentenza del sabato del Mugello? Marc Marquez non ha un braccio, non ha un piede, ma ha due palle enormi quanto la paura che fanno

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

30 maggio 2026

Quarta casella in griglia e prima delle Ducati. Marc Marquez ha un vistoso tutore al piede e, quando è senza tuta, si vede chiaramente che "protegge" il braccio appena operato, eppure è lì. Con un messaggio chiaro per tutti...
La prima sentenza del sabato del Mugello? Marc Marquez non ha un braccio, non ha un piede, ma ha due palle enormi quanto la paura che fanno

“Non sto chiaramente benissimo, lo vedete. E’ andato tutto bene, ma un po’ di tempo ci vuole. Questo, per me, sarà un week end diverso”. L’aveva detto Marc Marquez nel giovedì del GP d’Italia al Mugello, prima di salire il giorno dopo per la prima volta in sella alla sua Desmosedici dopo il gran botto di Le Mans, gli interventi chirurgici e la riabilitazione per esserci in questo GP d’Italia. Braccio tenuto sempre al riparo e piede con un vistoso tutore: è così che s’è presentato anche nel prefabbricato dei media scrum e è così che s’è presentato alla serata che, sempre giovedì, Ducati ha voluto organizzare in pista per mostrare al mondo le livree speciali del centenario. Poi, da ieri, è stata la pista a parlare.

Con Marc che non ha forzato. E’ stato lì. S’è misurato mentre ritrovava la confidenza, prima di passare ancora al centro medico per incassare il “fit” definitivo. Profilo basso e niente illusioni. Solo il minimo indispensabile per garantirsi l’accesso diretto in Q2 , tenendoci a mettere subito le cose in chiaro: “da ora andrà sempre peggio perché sarò sempre più stanco. Per questo sono stato molto calmo durante le prove e ho spinto solo per un giro per finire in Q2”.

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La storia sportiva di Marc Marquez, però, ha già dimostrato che quando si hanno due palle enormi, ci sta pure di riuscire a superare persino il limite di un braccio e di un piede a mezzo servizio. Lo sapeva lui. Lo sapevamo noi. E, puntualmente, c’è scappata la meno sorprendente delle sorprese: Marc Marquez prima Ducati sulla griglia di partenza del GP d’Italia. Lui, quello mezzo rotto, appena dietro le tre Aprilia imprendibili di Marco Bezzecchi, Raul Fernandez e Jorge Martìn.

C’è tutta la Sprint da fare, c’è tutta la domenica da vivere con la gara lunga, ma forse, nell’euforia di un Mugello che non dorme mai, non ci si è resi conto di che roba potente è riuscito a fare Marc Marquez in questo (quasi anonimo) sabato mattina. A prescindere da quello che succederà nelle prossime ore, dal come saprà difendersi e dal quanto potrà attaccare. Il quarto posto in griglia, signori, è un messaggio chiaro. Per Ducati. Per chi guida la sua stessa moto. E pure per quelli che ne guidano altre e che rischiano di farsi ingolosire troppo presto da quell’odore di occasione grossa che c’è ogni volta che Marc Marquez fa i conti con una qualche sfiga.

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