“Questa robaccia da giornalisti! Eccomi qui, sono venuto a dirvi le cose come stanno: tutto chiaro e tondo”. Cal Crutchclow nella sala stampa del Mugello s’è presentato così, mettendo subito in chiaro cosa non gli è mai piaciuto delle corse che sono state la sua vita: gli appuntamenti fissati con i media. Sì, il più psyco dei piloti è tornato. A richiamarlo, per sostituire l’infortunato Johann Zarco, è stato Lucio Cecchinello, che “l’ha rivoluto a casa”: sopra la Honda RC213V di LCR dopo l’addio alla MotoGP e gli anni passati in Yamaha da collaudatore. Il viso è un po’ più segnato, la forma sembra quella perfetta di sempre anche grazie alla bici che è diventata il suo “sport da pensionato”, ma a restare perfettamente identico all’ultima volta è lo sguardo da matto vero. Che un po’ scherza. Un po’ fa sul serio. Anche quando deve rispondere a qualcosa di semplice.
“Cosa volete sapere? – dice – Volete sapere quando me l'hanno chiesto? Lunedì. E di quanto tempo ho avuto bisogno per pensarci? Non credo nemmeno di poterla raccontare, la storia vera. Comunque lunedì sono andato a casa e Lucy mi ha detto 'Daco ti ha chiamato'. Sapete, ho ricevuto molte chiamate da persone del team, e poi ho ricevuto alcuni messaggi. Alla fine ho parlato con Daco e mi ha detto: 'Oh, sai, il team vuole che tu torni a correre'. Non ho mai pensato che stesse scherzando perché capivo la situazione. Avevano chiamato prima lei per avere la benedizione. Ma io le ho risposto che non mi interessava e lei ha insistito. Quindi il giorno dopo, martedì, ho parlato con Daco e abbiamo iniziato a capire se fosse possibile per me guidare prima, perché altrimenti... non sarebbe stato sano e giusto venire qui dopo così tanto tempo senza guidare e buttarsi nelle FP1 a 360 km/h alla San Donato. Fortunatamente siamo riusciti a organizzare in questi giorni un test ho fatto un po' di giri. Oggi mi sento come se fossi stato investito da un autobus”.
Senza girarci intorno: gli fa male tutto. E lo ammette. Però ammette pure che il gusto è tanto, soprattutto per i colori che vestirà e il box che ritroverà: “Non l'avrei fatto per un altro team; se mi avesse chiamato il team ufficiale Ducati, non l'avrei fatto. Se mi avesse chiamato l'Aprilia, non l'avrei fatto. L'ho fatto perché Lucio e il team mi hanno chiesto di farlo. La prenderemo sessione per sessione. Ieri non è andata benissimo a essere sinceri. È stato bello risalire in sella, ma ovviamente il mio feeling con la moto era strano: c'era da aspettarselo. Però mi aspettavo di essere più lento, ma quando ho visto che non ero abbastanza veloce, mi sono incazzato. La mia priorità assoluta è trovarmi a mio agio sulla moto, al momento non sono comodo perché le moto sono cambiate molto. Quindi anche la mia posizione sulla moto è cambiata molto. Ma vedremo”.
A preoccuparlo un po’ c’è anche la condizione fisica. “Ho fatto 27500 km sulla mia bicicletta l'anno scorso e ne ho già fatti 12000 quest'anno, quindi posso pedalare, nessun problema – scherza - Sono fisicamente in forma, ma la forma fisica per guidare una moto è una cosa completamente diversa. Avrò bisogno di capire di nuovo la moto, ma avrò anche bisogno di sentire che starò facendo dei progressi a ogni sessione. Nel test fatto a Misano avevo il tempo sul giro, quindi vedevo e avevo un riferimento: se non lo avessi avuto avrei pensato che stavo andando fortissimo. Più forte di tutti. E invece ero lento di almeno dieci secondi di troppo. Ma nel corso della giornata, ovviamente, tutto è migliorato. Comunque ora sono qui e vedremo come andrà. Non penso che nessun altro sia abbastanza matto da farlo: ho detto di sì perché anche mia moglie mi ha detto di farlo. Sapete, lei è stata al mio fianco per tutta la mia carriera, come sappiamo, e ho preso decisioni con lei, e mi ha detto 'la tua vita e la nostra vita sono state un'avventura, quindi perché dovremmo fermarci adesso?'. 'Okay, vado', le ho risposto. Johann Zarco? È mio amico. Mi piace Johann. Mi ricorda me stesso. Non gli piacete voi e tutte le stronzate che girano intorno alle corse. Vuole solo correre con la sua moto. Tornerà più forte anche mentalmente. È un periodo difficile, ne sono sicuro, ma ho un rispetto enorme per lui, parlando sinceramente, perché non penso che Johann sia il più talentuoso del campionato, ma lavora sodo come dovevo fare io per performare, per fare del suo meglio”