L'estetica, Massimo Cacciari ne è uno dei massimi esperti in Italia. La branca della filosofia che si interroga: cos'è il bello? È ovviamente una riduzione eccessivamente semplicistica, ma ci serve per dire che il professor Cacciari ha applicato le sue conoscenze anche al tennis, in particolare alla finale del torneo di Roma fra Sinner e Ruud, che ha definito: "noiosissima".
Ma non solo, se Nietzsche aveva annunciato la morte di Dio, il professore ha annunciato quella del tennis. Ai microfoni di "Un giorno da pecora" su Radio 1 ha detto: "Sinner imbattibile? Beh imbattibile perché non gioca con i Federer, i Nadal e i Djokovic. È una competizione un po' diversa da quella di dieci, quindici anni fa. I suoi avversari non sono schiappe, ma il livello medio non è certo quello di dieci, quindici anni fa. Se vincerebbe o perderebbe contro Federer e Nadal al massimo del loro livello? Secondo me perderebbe." E se per Nietzsche la morte di Dio era una diagnosi culturale, l'annuncio della fine di un'epoca. Allo stesso modo, per Cacciari, il tennis è morto, il contesto si è impoverito, e il bello apparteneva a un'altra era, quella dei Federer, dei Nadal e dei Djokovic.
Poi prosegue con il suo nichilismo tennistico: "Perderebbe perché erano più completi, per il gioco a rete, smash, eccetera. Erano certamente più bravi, cioè avevano più classe, dai. Credo che Sinner, che è una persona certamente di grande intelligenza e vince soprattutto perché ha diecimila volte più testa dei suoi avversari, sarebbe il primo a essere d'accordo con quello che dico."
Un parere senza dubbio fuori dal coro di sperticati elogi nel nostro Paese verso il numero 1 al mondo, che ha scatenato fortissime reazioni, in particolare sui social, tra cui quella dell'ex tennista e commentatore di Sky Sport Paolo Bertolucci che ha scritto: "Sentivo la mancanza di esperti in materia." Liquida con ironia, e di tennis sicuramente si intende più di Cacciari. Sul web l'ex sindaco di Venezia è stato messo alla berlina. C'è chi dice che effettivamente gli attuali avversari di Sinner, qualche volta, con Djokovic, Nadal e Federer ci hanno vinto, con lui non lo fanno mai. C'è chi critica la tendenza alla "tuttologia". Del resto fa strano vedere un politico e filosofo scendere in campo — metaforicamente — per sentenziare sulle qualità di un tennista. Ma il professore fa quello che deve fare un intellettuale: stuzzica, provoca, apre un dibattito. In un paese dove Sinner sta diventando religione laica lo mette in discussione e, a torto o ragione, ha il merito di toglierlo per un attimo dal piedistallo.