Nove vittorie nelle ultime nove. Quella fra Sinner e Zverev non è più una rivalità da molto tempo, non è neanche un dominio, è brutalizzazione tennistica. Solo nel 2026 l'altoatesino ha battuto il tedesco nelle semifinali di Indian Wells, Miami e Montecarlo, e ieri nella finale a Madrid. Quella di ieri è stata la sconfitta più netta, 6-1 6-2, meno di un'ora di partita e appena tre game lasciati sul campo, le briciole. Curioso se si pensa che Zverev è ben saldo alla posizione numero 3 del ranking, dietro Sinner e Alcaraz dovrebbe essere il migliore ma nei fatti non riesce nemmeno ad impensierirli. Un fattore tecnico, che ormai è diventato anche mentale, contro Sinner Zverev parte spacciato ancora prima di scendere in campo. Un divario che, a questo punto della parabola di entrambi, sembra incolmabile, ma anzi destinato ad allargarsi ancora di più. Un gap certificato dallo stesso Zverev dopo il match di ieri: “Penso che al momento ci sia una grande distanza tra Sinner e tutti gli altri. È piuttosto semplice. E penso che ci sia un grande divario tra Alcaraz, me, forse Novak, e tutti gli altri. Credo che al momento ci siano due gap”.
Le parole di Zverev suonano quasi come una resa incondizionata. Non c'è amarezza, non c'è scusa, c'è solo la presa di coscienza lucida e disarmante di chi ha capito che il divario non è colmabile, non in questo momento. È raro sentire un top player della storia dello sport riconoscere così apertamente la propria inferiorità, ma forse è proprio questo a misurare la grandezza del momento che sta vivendo Sinner. Nel frattempo, Alcaraz osserva. E, secondo Zverev, anche lui sarebbe un gradino sotto rispetto all'azzurro. Meglio degli altri sì, ma ancora sotto Jannik, inserito nel “secondo” gruppo di giocatori con lo stesso Zverev e (forse) Djokovic. Insomma, c'è Sinner, poi tutti gli altri. Almeno secondo Zverev.
Una classifica ufficiosa, che ricalca il ranking Atp e che il campo, complici gli acciacchi di Alcaraz, sta confermando come una sentenza. Sinner ha ora vinto otto dei nove Masters 1000 esistenti. L'unico che ancora manca alla sua collezione sono gli Internazionali d'Italia a Roma, il prossimo appuntamento nel calendario, dove il 24enne avrebbe la possibilità di completare il Career Golden Masters in casa propria. Poi toccherà al Roland Garros, l'unico Slam che manca all'appello e l'eventuale Clay Slam, la vittoria di tutti i principali tornei su terra nella stessa stagione. La storia aspetta, e lui non ha fretta, per ora sembra non avere rivali.