Al Mutua Madrid Open è tempo di fare sul serio. Ai quarti del Masters 1000 della capitale iberica, Jannik Sinner affronta per la prima volta in carriera il giocatore più discusso del torneo, forse perché di nome fa Rafael ed è spagnolo. Coincidenze e scherzi a parte, Rafael Jodar – classe 2006 e numero 42 al mondo al momento di scendere in campo – sembra aver scordato di essere cresciuto sul cemento, collezionando fin qui sulla terra di casa risultati tutt’altro che scontati, tra cui la prima vittoria contro un Top10 (De Minaur al secondo turno).
Primo atto, quindi, tra il leader della classifica mondiale e il giovanissimo prodigio, ma di certo non ultimo. Parola di Jannik Sinner. Tutto sembrava portare a un incontro da non perdere, con il novellino in azione con la scioltezza di chi non ha niente da perdere, e il veterano (del gioco, si intende, perché di “veterano” ha ben poco anagraficamente) alla ricerca di feedback in vista dei grandi appuntamenti di Roma e Parigi. E infatti, è stato tutto fuorché banale, ma non necessariamente piacevole al 100%. Se da un lato abbiamo assistito alla dimostrazione che c’è vita oltre Carlos Alcaraz, dall’altro abbiamo fatto i conti con un Sinner in difficoltà ma che, nei momenti che contavano, è tornato a fare la voce grossa.
Il match inizia bene per lo spagnolo, che ottiene il servizio e porta a casa il primo game. Ai vantaggi invece va il turno di battuta di Sinner, che si porta sull’1-1 con il primo ace dell’incontro. È un Jannik cauto negli spostamenti, diffidente forse della composizione della terra madrilena in una partita di peso. Sono diversi gli errori gravi del numero 1 al mondo, mentre lo spagnolo costruisce i punti e le accelerazioni non si fanno attendere. Il primo break a favore dell’italiano arriva sul 3-2, sigillato con un rovescio imprendibile nei pressi della linea di fondo. Sembra questo il momento chiave del set, con Jodar costretto a destreggiarsi come può contro le velocità dell’avversario. È 6-2 il risultato parziale a favore di Sinner, cinque giochi consecutivi dinanzi a un evidente calo di prestazione del numero 42 del ranking. Un risultato positivo ma non lusinghiero, che nasconde l’inizio in salita dell’altoatesino, impegnato in turni di battuta mai tranquilli (fatta eccezione dell’ultimo) e fautore di errori gratuiti compensati però da quelli del giovane iberico.
Il secondo set inizia tale e quale al primo, con lo spagnolo che ottiene il game inaugurale, per poi cedere sul servizio di Sinner, ora meno impacciato. Torna a farsi sentire l’incisività del leader della classifica, ma non basta a centrare il break come in precedenza. La tenuta mentale che lo contraddistingue fa capolino quando, sul 15-40, 2-3, gioca quattro punti da campione ed evita di andare sotto 4-2. Rafael Jodar, dal canto suo, lo troviamo spesso a capo dello scambio ma senza quella voglia di strafare, il che - contro Sinner - significa dover giocare sempre una palla (scomoda) in più. Il punto della partita arriva sul 3-2, vantaggio Jodar: un cross stretto di rovescio in recupero, una prodezza che esce dalla racchetta di Jannik e che l’avversario si ferma per un attimo a replicare nella sua testa, fissando il punto d’impatto della palla con il terreno, chiedendosi probabilmente come sia stato possibile. Diverse le palle break annullate in pieno stile Sinner, con colpi da maestro che, nella loro bellezza, rivelano però anche le difficoltà dell’altoatesino, costretto a ricorrere alle armi pesanti di fronte al valore dell’avversario. Il nono game sul 4-4 è quel tipo di gioco infinito che può essere la svolta e questo Jodar lo sa, aggiudicandoselo senza farsi pregare due volte. Dopo il 5-4 a favore del madrileno, Jannik Sinner porta il match a un tie-break dal conto salatissimo: Jodar è costretto ad inchinarsi alla superiorità (ed esperienza) dell’italiano, che si aggiudica l’incontro con un 7-6 (7-0). Sono undici i punti consecutivi sul finale.
Si potrebbe dire, quindi, che nei momenti di maggiore criticità (e ce ne sono stati), Sinner c’è sempre, riuscendo a ritrovare quella sensibilità che fino a poco prima lo stava tradendo. Rimane però il fatto che oggi, con un avversario diverso, questa prestazione forse non sarebbe stata sufficiente per festeggiare a rete. Oppure Sinner avrebbe fatto Sinner, e allora staremmo parlando del nulla. Questo non lo sapremo mai, quello che però sappiamo è che Rafa Jodar può ritenersi soddisfatto della sua corsa casalinga, soprattutto per la sicurezza e la tranquillità mostrate in campo: qualità che, unite a un’ottima risposta al servizio (e non solo), con il tempo possono portarlo lontano. Lascia il centrale accompagnato dall’applauso del pubblico, Sinner compreso, consapevole di aver compiuto fino a qui un’impresa, oltre ad aver raggiunto un best ranking di 34 al mondo.
Tornando a Sinner, non possiamo non dare i numeri - nel vero senso dell’espressione - perché Jannik continua a scrivere la storia, la sua e del tennis. Con il trionfo di oggi, diventano 26 le partite vinte consecutivamente nei Masters 1000, a partire da Parigi-Bercy dello scorso anno. È inoltre il sesto giocatore a raggiungere almeno una volta tutte le semifinali 1000, il solo insieme a Federer (2006) e Nadal (2010 e 2011) a prendere parte alla semifinale in ciascuno dei primi quattro Masters 1000 stagionali.
“Sta succedendo tutto molto velocemente” è la frase pronunciata da Rafa Jodar dopo la vittoria contro De Minaur. Una frase semplice, ma che racchiude perfettamente la rapidità del tennis, sia nel gioco in sé sia nella scalata verso la vetta, soprattutto quando duro lavoro e talento innato si incontrano. Una considerazione, questa, che si adatta anche a Jannik Sinner, ormai da mesi intoccabile e capace, giorno dopo giorno, di alzare sempre di più l’asticella delle aspettative. Ora non resta che attendere venerdì, quando tornerà in campo contro il vincente tra Fils e Lehečka, in programma questa sera alle 21:30.