La Roma vede la Champions League. Due colpi di testa di Gianluca Mancini sono valsi il derby della Capitale. Una battaglia vinta che ne precede un’altra. L’ultima. A Verona servono tre punti, l’Hellas sta affrontando con dignità il suo percorso da già retrocessa. Non c’è nulla di scontato. Una cosa, però, è certa: Gian Piero Gasperini e i suoi saranno senza ultras. La curva Sud infatti sta ancora scontando il blocco alle trasferte deciso dal Viminale in seguito agli scontri del 18 gennaio 2026, quando ultras di Roma e Fiorentina si confrontarono e dove i romanisti persero delle bandiere, rubate dai Viola e poi esposte a testa in giù. Da quella giornata fino al termine della stagione per gli affezionati della Roma residenti nel Lazio le trasferte resterà il blocco. L'Associazione Italiana Roma Club e l'Unione Tifosi Romanisti hanno fatto ricorso al Tar e al Consiglio di Stato, che hanno confermato lo stop solo per i residenti nella provincia della Capitale. Una parziale apertura, quindi, c’è stata.
Tutto il popolo romanista vuole spingere la squadra per l’ultimo metro. Al Bentegodi vogliono esserci, in tanti, a cantare, sventolare bandiere e i vessilli giallorossi. La radio ReteSport, dedicata all’As Roma, ha lanciato un appello contro la decisione del Viminale (che quasi certamente rimarrà invariata): “I tifosi della Roma meritano di seguire e sostenere la squadra a Verona negli ultimi decisivi 90 minuti stagionali. Lo stop indiscriminato alle trasferte da gennaio va interrotto. ReteSport lancia questo messaggio social per sensibilizzare le istituzioni”. E poi l’hashtag: “#ApriteVerona”. Saranno in 1500 i romanisti residenti nel Lazio, fuori dalla provincia di Roma, in Veneto. Altre aperture difficilmente verranno concesse: troppo duri gli scontri sull’A1 con gli ultras Viola. Per quei fatti pagheranno tutti. E nel momento più importante della stagione, l’ultima gara di questa Serie A, Gasperini non potrà certo contare sul supporto che all’Olimpico, con una coreografia spettacolare, i tifosi gli hanno garantito. Anche un punto potrebbe bastare, dipenderà dai risultati delle altre, ma l’obiettivo reale sono ovviamente i tre punti. La Roma ha in mano il proprio destino. I suoi tifosi no: loro, nonostante la mobilitazione social, non potranno farci nulla.