La Serie A era già stata decisa. Domenica 17 maggio però è stato il giorno della festa scudetto dell’Inter. Lautaro Martinez, uomo simbolo, capitano, campione assoluto: è lui che alza il trofeo davanti alla sua gente, il nono da quando è a Milano. I novanta minuti contro l’Hellas Verona già retrocesso erano solo una parentesi in una giornata molto più lunga. La curva Nord ha riempito San Siro con la coreografia: “I ragazzi sono di nuovo campioni”. È stato un weekend in cui gli stadi sono diventati teatri, come spesso accade. Così a Roma per il derby; idem, qualche giorno fa, in Coppa Italia per la finale tra Lazio e Inter. Giorni in cui gli ultras stanno colorando ogni partita, raccontando storie e mentalità attraverso striscioni e bandiere. I colori nerazzurri hanno vestito San Siro, cori ce ne sono stati per tutti: i più sentiti probabilmente quelli rivolti a Cristian Chivu, allenatore a inizio anno messo in discussione poiché senza il curriculum giusto, una scelta coraggiosa (come l’ha definita lo stesso Beppe Marotta) subito ripagata con due titoli. Il popolo nerazzurro si è fatto sentire anche per Lautaro, il terzo miglior marcatore della storia del club. Qualche giorno prima ha assicurato fedeltà ai colori: “Non ho motivo per andarmene”. San Siro continuerà a dedicargli affetto. Sempre. Grandi applausi per Matteo Darmian, all’ultima gara interna con l’Inter, giocatore chiave in uno spogliatoio, professionista amato e ben voluto da tutti, ambiente e squadra. La curva Nord gli ha fatto sapere che non verrà dimenticato. La partita finisce, fuochi d’artificio per l’alzata della coppa e il corteo parte in centro città.
Dal bus scoperto spuntano i protagonisti dell’annata, chi con occhiali da sole alla Marcus Thuram, altri semplicemente con sciarpe e cappelli. Qualche cartellone per sfottere i cugini milanisti, arenati a metà stagione dopo un girone d’andata promettente, in crisi di risultati e ancora non sicuri della qualificazione in Champions League. Se la giocheranno fino all’ultima giornata. Questo è il tifo: folklore. E dunque pronti i travestimenti da Gerry Cardinale (bacchettato da Marotta per l’uscita sulla finale persa a Monaco di Baviera) e i ratti stampati su sfondo rossonero. Chivu ricorda i tempi da calciatore, lui che è tra gli eroi del Triplete, e si rimette il caschetto.
È Nino Ciccarelli l’animatore della festa nerazzurra. Segue e documenta ogni tappa del corteo interista, sta davanti agli striscioni in prima fila, si fa foto con chiunque. E tutto va sui social, dove ha raccolto immagini di tutta la gente arrivata per condividere con la squadra il momento più bello dell’anno. Ultras e tifosi ordinari, uniti nelle vie di Milano a cantare, bandiere alte e striscioni esposti senza paura. Stavolta limitazioni non ce ne sono. In Piazza Duomo esplodono i fuochi, fumogeni neri e azzurri sbuffano nell’aria. La città appartiene a una metà di chi la abita: quella che canta con la curva Nord.