Nel mondo dello sport, ogni grande vittoria ha il suo oggetto feticcio. La sua reliquia. Qualcosa che trasformi un risultato, un trofeo alzato, in un'immagine capace di sopravvivere agli anni. Il sigaro è forse il simbolo più antico di questa tradizione: viene dagli States, dal mondo NBA. Red Auerbach, il leggendario coach dei Celtics, lo accendeva già durante la partita, quando sentiva di avere la vittoria in tasca. Da lì in poi il cubano è diventato un rituale condiviso da generazioni di campioni. Carlo Ancelotti lo ha trasformato in firma personale. Poi ci sono le magliette. Ad Atene, nel 2007, dopo aver trascinato il Milan alla conquista della Champions League, Kakà si trovava nel cerchio di centrocampo dello stadio Olimpico con le braccia rivolte al cielo e una canottiera su cui aveva fatto scrivere "I belong to jesus". Quella maglietta bianca con le lettere nere è diventata uno dei simboli più riconoscibili, al punto che decenni dopo Gabriel Jesus, tornato al gol dopo quasi un anno con l'Arsenal, si è tolto la maglia e sotto ne aveva una uguale.
Per la festa interista del ventunesimo Scudetto non poteva mancare l'immagine iconica. L'ha firmata Marcus Thuram con un paio di occhiali da sole. Succede a pochi minuti dal triplice fischio di Inter-Parma: con il tricolore già tra le mani e San Siro che esplode, inforca i suoi Oakley Kato e si lancia in campo. Non occhiali qualunque. Frameless, ultra-avvolgenti, dal profilo così estremo da richiamare la visiera di Ciclope degli X-Men. Tikus certifica non solo il titolo, ma l'immagine più memorabile dell'intera festa nerazzurra.
La vera storia però non inizia quella sera. Alla vittoria della seconda stella, Thuram aveva già sfoggiato quegli stessi Oakley Kato. Quando i microfoni di SportMediaset gli chiedono se i suoi occhiali siano diventati il simbolo della vittoria, risponde: "Sì, sì. Tutti gli interisti sanno che ora è il tempo degli occhiali". Durante la diretta con Calhanoglu aggiunge sorridendo: "Li indosserò anche in campo, nessuno vedrà più i miei occhi!"
Gli Oakley Kato sono occhiali sportivi, ma non nascono certo per il calcio. Sono un modello progettato per l'outdoor, per il ciclismo, per proteggere dagli impatti ed essere indossati sotto il casco. Ma con la loro linea avveniristica e retrofuturista gli occhiali "veloci" sono diventati da qualche anno parte della moda streetwear, tanto da spingere numerosi brand di moda a produrre i propri. Oakley è da sempre azienda leader nel settore, e i Kato sono il pezzo pregiato della collezione. Il prezzo? Circa 300 euro.
Poi c'è la foto che ha fatto il giro del mondo. Thuram seduto, sguardo basso, la coppa in mano, una leather jacket personalizzata con due tricolori cuciti sopra, replica esatta della posa di Kobe Bryant nello spogliatoio dei Lakers dopo il titolo NBA del 2001. Marcus Thuram è diventato un simbolo del trionfo nerazzurro, per i gol e le prestazioni in campo, ma anche con queste cose: un paio di occhiali, una posa rubata alla leggenda e il sorriso di chi sa già che la storia, in qualche modo, sta dalla sua parte. Alla prossima festa, tutti sanno già cosa aspettarsi.