Pedro Acosta chiude davanti a tutti nelle prequalifiche del venerdì a Barcellona. Nei primi dieci posti un equilibrio sorprendente, con tutti i cinque i costruttori presenti con due moto ciascuno. Ad aver aiutato, oltre al caso che ha giocato il ruolo più importante, le temperature fredde della pista e il pochissimo grip dell’asfalto, che hanno ravvicinato i piloti e permesso anche alla coppia di Yamaha (Quartararo e Miller) di entrare in Q2.
Tra gli altri, fuori dal cancello rimangono Enea Bastianini undicesimo, Pecco Bagnaia dodicesimo e Jorge Martín diciassettesimo. Lo spagnolo è stato velocissimo nel turno della mattina per poi rendersi protagonista di uno spaventoso incidente in curva 12: “Mentre cadevo ho pensato a Luis Salom”, ci dice in sala stampa, a fine giornata. “Sono felice di non essermi fatto veramente male”. In quel punto gli air fence sono vicini e, pur non essendo una zona in cui si cade spesso come ad esempio capita per curva 2, il rischio di infortunio è altissimo.
Il tema di curva 12 e della Safety Commission
A parlarne in maniera anche piuttosto diretta è stato Pecco Bagnaia, uno dei tre piloti (assieme a Jack Miller e Luca Marini) a prendere parte alle riunioni della Safety Commission: “Non ci viene più nessuno ed è come dire che non vai a votare ma poi ti lamenti dei politici, stessa cosa. Come puoi pensare che funzioni una cosa se tu neanche ci provi? Per me è una gran cavolata. La settimana scorsa a Le Mans era una Safety Commission secondo me importante, perché è stata cambiata una regola in corso d’opera. Io credo che se tu aggiungi una regola lo fai a fine anno, perché può succedere a chiunque di scivolare e rientrare ai box in quel modo lì. La gara prima un pilota ha guadagnato 12 punti facendo così e adesso si prende un Ride Throught, non è corretto. Dovevamo spingere un po’… ma eravamo in tre. È un peccato che ci sia chi dice di non avere tempo perché tanto non si fanno le cose: se trovassero il tempo le cose si farebbero. Un sindacalista dei piloti? Intanto che vengano tutti alla Safety Commission, se noi diciamo le stesse cose che direbbe il sindacalista non cambierebbe nulla. Ci abbiamo già provato tempo fa con Sylvain Guintoli, però non tutti erano d’accordo. I piloti KTM non volevano partecipare”.
Per quanto riguarda la pista invece, Bagnaia ha parlato di un problema chiaro di grip al posteriore: “Sono arrivato tardi qui perché abbiamo guardato i dati ed è positivo perché sappiamo dove lavorare”. Con il sole e la pista più gommata potrebbe fare il passo in avanti che ci si aspetta da lui.
Valentino Rossi nel box del Team VR46 anche per il mercato?
Franco Morbidelli si è mostrato sorridente nonostante il quindicesimo posto di giornata e, a domanda, ha parlato a lungo delle bel privilegio di avere - come in questo caso - Valentino Rossi nel box: “È impegnatissimo per il 95% del tempo, così quando viene da noi è bellissimo. Per me è uno dei migliori cinque sportivi di tutti i tempi”. Quando gli chiedono quali siano lui risponde piuttosto in fretta: “Michael Jordan primo, poi Leo Messi, Valentino, Mike Tyson e… Tiger Woods. Quindi Vale lo metto sul podio”. Qualcosa di simile l’ha detto Fabio Di Giannantonio, sesto e ancora piantato nella parte alta della classifica. “Ha un occhio incredibile. Mi sorprende ogni volta perché vede cose che potresti capire soltanto dai dati e tu gli dici… 'Ma come hai fatto? Cosa sei, in moto con me?’”.
C’è il lieve sospetto che la presenza di Valentino sia dovuta anche alle ultime mosse di mercato. Con Fabio Di Giannantonio diretto in KTM e Joan Mir che lascerà la Honda a fine stagione (per dirigersi, pare, in Gresini, come riportato da Simon Patterson per The Race) la sella rimasta libera in VR46 a fianco di Fermín Aldeguer sarà contesa tra tre italiani, o almeno così ha lasciato intendere Rossi: i principali candidati sono quindi Nicolò Bulega, Luca Marini e Celestino Vietti. Sempre su Mir si parla di una netta riduzione di stipendio rispetto ai milioni a cui lo ha abituato HRC, condizione che lo spagnolo sembra piuttosto incline ad accettare in cambio di una moto competitiva. Moto che, lo ricordiamo, non è detto che sia una Ducati, in quanto Gresini non ha ancora ufficializzato il rinnovo con Borgo Panigale. Con Gunther Steiner accasato in KTM (almeno secondo Rosario Triolo per Sky) infatti la Honda potrebbe tornare a sedersi al tavolo di Nadia Padovani con la speranza di mettere in pista un terzo team nel 2027. Il che sarebbe piuttosto buffo per Joan.
Per chiudere, il passo gara per il momento ci dice di guardare a Pedro Acosta, alle Aprilia di Marco Bezzecchi e Jorge Martín e ad Alex Marquez, che dopo una Le Mans complicata pare aver ritrovato velocità con la Ducati. Da domani poi in pista dovrebbe tornare il sole e un po' di aderenza.