Marc Marquez non correrà a Barcellona per questo infortunio di cui si è detta la qualunque: proviamo a ricostruire questa storia partendo dall’Indonesia.
“C’era qualcosa di rotto, è stato operato a Madrid ed è stata un’operazione che si è sommata a quella che aveva fatto nel 2020 al braccio destro dove aveva già fatto quattro operazioni. A quel punto c’è stato un lungo periodo per stabilizzare la rottura e prendere forza. Ha ricominciato a salire sulla MotoGP in Malesia. Non era male, chiaramente non era al massimo ma tutto questo secondo noi era dovuto al fatto che non avesse guidato la moto per mesi. Abbiamo aspettato sperando che recuperasse la forza, tuttavia continuava ad esserci un piccolo malessere. Marc non era in fortissima. Però ripeto, si pensava fosse dovuto al fatto che era stato fermo parecchi mesi. Arriviamo ad Austin con la caduta nelle FP1 e poi a Jerez nella gara della domenica… dove Marc ha cominciato a pensare che ci fossero anche altri problemi. A casa non aveva problemi, facendo cross o flat track in moto non ne aveva… ma dopo Jerez aveva deciso di investigare meglio, perché a casa stava bene”.
Anche con la Ducati Panigale V2, che lui guidava spesso in pista.
“Esatto. La sostanza è che hanno investigato ancora meglio mettendolo nella posizione della MotoGP. Lì ci si è resi conto che c’era un problema, un chiodo si muoveva di due millimetri spingendo sul nervo radiale. Questo gli faceva perdere forza al braccio destro, piuttosto che dargli delle scosse. Investigato questo e deciso che era un problema, Marc assieme al suo gruppo di lavoro e ai medici aveva deciso di intervenire su questo nervo di fare l’operazione - che avrebbe comunque fatto - saltando i test di Barcellona”.
Possiamo smentire, come invece dicono tanti tifosi, che questa situazione sia colpa di Marco Bezzecchi?
“L’incidente è stato con Bezzecchi, ma come ha detto Marc e come diciamo noi… Bezzecchi ce l’ho spesso vicino in aereo e ci parlo tranquillamente, anzi gli faccio dovutamente i complimenti per quello che sta facendo. L’incidente è stato con lui ma come ha detto Marc nessuno fa apposta quello che è successo. Punto. Basta, andiamo avanti. Per la cronaca è successo con Bezzecchi, punto”.
Altra cosa importante è quello che succede dopo l’infortunio a Le Mans, quando decidete di pubblicare un video in cui lui si mette a piangere nel box. Un paio d’ore prima aveva fatto il giro record della pista con un braccio e mezzo.
“Intanto bisogna ringraziare Marc, che ha concesso di mettere in video questa intimità. Quello era un momento veramente particolare in cui lui si è messo a nudo. Abbiamo visto veramente la fragilità di quel momento del pilota, del campione, dell’eroe di tanti tifosi mentre era a nudo e chiedeva supporto alla squadra. Gli abbiamo chiesto di mostrarlo perché pensavamo che fosse importante. Volevamo far vedere il ragazzo, non il campione. Far vedere tutto quello che c’è dietro alle imprese dietro a uno come lui. Ci sono delle fragilità, c’è un team, c’è un supporto che va dato a campioni così”.
In tanti anni di carriera quante ne hai viste di queste situazioni?
“Mi sono capitate alcune situazioni, però più conosco Marc e più, come ho detto e ripetuto più volte, apprezzo sempre più il lato umano rispetto a quello del campione che tutti conosciamo. Se stai insieme a Marc capisci quanto sia un uomo vero, quanto crede in certi valori. E poi, una volta per tutte: non riconduciamo Marc Marquez all’episodio di un ventiduenne di dieci anni fa. Quella storia deve finire, più lo conosciamo e più capiamo che è una persona diversa. Tra l’altro lui più volte ha detto di aver sbagliato. Però hanno sbagliato in due e io sono assolutamente d’accordo. Bisognerebbe riconoscere l’episodio, come è andata e chi ha detto cosa. Però è ora di seppellirla definitivamente e di guardare avanti, sia per Valentino - lo spero - che per Marc”.
Ecco, guardando avanti arriviamo a quando Marc potrà rientrare. È stata tolta questa vite, però lì magari ci sarà da recuperare tono muscolare, da ritrovare la forma…
“Sono state tolte due pin e un pezzo d’osso che era distaccato e spingeva sul nervo radiale. Non lo facciamo vedere in video, ma lo voglio far vedere a te per vedere la faccia che fai…”
Davide prende il telefono, scorre le chat. Mostra la foto di due grossi chiodi, uno dei quali piegato come se quando provi ad appendere un quadro e il muro non è d’accordo. Assieme ai chiodi c’è un grosso pezzo di materia organica, rossastro. È la parte dell’osso rimossa dai medici.
È spaventoso.
“Capisci? Perché lui a un certo punto diceva di sentire dei click quando si metteva in posizione di guida. E questo gli faceva perdere sensibilità”.
Chiaramente lui rientrerà quando si sentirà a posto e avrà recuperato tono muscolare. Ma se tu dovessi dargli un consiglio?
“L’unico consiglio che gli posso dare è di tornare quando starà bene. Ma il consiglio giusto glielo può dare il pool di medici che l’ha operato. In questo momento non facciamo previsioni e aspettiamo che stia bene, poi quando lui se la sentirà… sarà il benvenuto, perché non vediamo l’ora che torni”.
A quel punto pensi che potrà ancora giocarsi il mondiale?
“Mah, guarda… in questo momento la priorità è che lui ritorni. Quando lo farà capiremo come tornerà, fare delle previsioni adesso non avrebbe senso”.
Si parla anche di questo rinnovo di Marc, i colleghi spagnoli hanno scritto di un 1+1 e del fatto che lui avrebbe messo una clausola per il ritiro. A me questa non sembra una notizia, penso che tutti i piloti se non hanno intenzione di correre non corrono. Nessuno può obbligarli a scendere in pista.
“In questo momento non c’è comunicazione ufficiale sul rinnovo di Marc. E non essendoci comunicazioni ufficiali non possiamo parlarne”.
Spostandoci dall’altro lato del garage, a Le Mans un pilota ha fatto il record della pista e l’altro la pole. Dai test di Jerez pare che Pecco Bagnaia abbia trovato qualcosa.
“Sì, credo che la nuova aerodinamica lo abbia aiutato. E sicuramente la pista, perché lui a Le Mans è sempre andato molto forte. Noi siamo molto soddisfatti della prestazione di Pecco ed eravamo confidenti in un buon risultato, poi purtroppo c’è stata una scivolatina”.
I tifosi hanno pensato che Davide Tardozzi si fosse arrabbiato per la pole di Bagnaia…
“Al di là di quello che dicono sui social le cose bisognerebbe viverle: io con Pecco ho un rapporto di stima profonda che va anche oltre al lavoro, nessun problema. Zero problemi. Pecco gode della nostra stima, ogni tanto succedono delle cose che nessuno vorrebbe però non esiste che ci sia stato un litigio o che io non sia stato contento… ero dispiaciuto e ci mancherebbe”.
Ducati e Aprilia: secondo me non siete così lontani come sembra. Tu come la vedi?
“intanto complimenti all’Aprilia, perché è già da metà dell’anno scorso che stanno andando molto forte, non da quest’anno. Quindi complimenti a loro e sopratutto a Bezzecchi e a Martín. Poi appunto non credo che siamo così distanti, loro hanno certe caratteristiche che fanno funzionare meglio la loro moto e noi altrettanto. Detto questo intanto abbiamo bisogno di arrivare in fondo alle gare. Di Sprint ne abbiamo vinte e di domenica Alex Marquez ha vinto a Jerez, è stato veramente bravissimo”.
E Pecco è a podio di sabato da tre gare consecutive.
“Sì, poi chiaramente il podio della domenica dà più punti ed è più determinante. Detto questo, pur riconoscendo che l’Aprilia in questo momento sta andando molto forte non credo che saremmo molto distanti”.
Se fossi il tuo capotecnico come mi diresti di farla la tua moto?
“Intanto mi preoccuperei. Dopo di che farei quello che ogni tanto fa il pilota, cioè l’ingegnere. Ma siccome so che il pilota deve trasmettere delle sensazioni ma non dire cosa fare… lascio lavorare te”.