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14 maggio 2026

Cos’è il promoveatur ut amoveatur e perché Honda ha reso Alberto Puig 'HRC Advisor' per il 2027 mettendo Davide Brivio al suo posto

  • di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

14 maggio 2026

La notizia, anticipata dai colleghi di Sky a Le Mans, è stata ufficializzata nel giovedì di Barcellona, quando Honda ha mandato un breve comunicato stampa: Alberto Puig lascia il ruolo di Team Manager per passare ad “HRC Advisor”. Al suo posto ci sarà Davide Brivio. Ecco perché si può parlare di promoveatur ut amoveatur e perché Puig resta una figura chiave per Honda
Cos’è il promoveatur ut amoveatur e perché Honda ha reso Alberto Puig 'HRC Advisor' per il 2027 mettendo Davide Brivio al suo posto

Alberto Puig lascia il ruolo di Team Manager HRC dopo nove anni, una buona metà dei quali resistendo a pressioni e speculazioni sul suo possibile addio in favore di altri noti manager dell’ambiente. A darne l’ufficialità è la Honda stessa, con un breve comunicato anche sui social: “Alberto Puig sarà Honda Racing Corporation Advisor dal 2027”, si legge. “Dopo quasi un decennio come manager della squadra MotoGP della fabbrica Honda HRC, Alberto Puig prenderà il ruolo di consulente chiave per Honda HRC dal 2027”. Al suo posto, anche se manca l’ufficialità, ci sarà Davide Brivio, che torna a guidare una casa giapponese dopo gli anni in Yamaha - quando vi portò Valentino Rossi - a quelli in Suzuki, con cui vinse il titolo nel 2020.

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Ci sono buone probabilità che i latini avrebbero bollato la manovra come promoveatur ut amoveatur, ovvero promuovere per allontanare. Una soluzione piuttosto in comune, sia in politica che nelle grandi aziende, che Wikipedia riassume con queste parole: “La necessità di liberare una posizione chiave dell'organigramma, promuovendo una persona che occupa tale posizione a un qualunque altro ruolo di rango superiore, per lo più meramente onorifico, al fine di poterla allontanare dall'incarico ricoperto senza doverla licenziare”.

Eppure nell’intenso rapporto tra Alberto Puig e HRC c’è di più. Alberto è da sempre caro amico e confidente di Carmelo Ezpeleta e, di conseguenza, perfettamente inserito in quelli che di fatto sono i meccanismi che governano la MotoGP, il che diventa cruciale da un punto di vista politico per quanto riguarda la posizione di Honda all’interno del campionato. In questi giorni per esempio si discute intensamente sull’accordo economico tra l’organizzatore e i costruttori per i prossimi cinque anni, visto che il contratto in essere scadrà a fine 2026. Tutte e cinque le case vogliono diventare stakeholders del campionato perché, concretamente puntano a ottenere ricavi in percentuale sull’indotto della MotoGP e non una cifra fissa com’è ora. Alcuni team poi, tra cui la Honda, vorrebbero percentuali più alte per questioni di storicità e importanza del marchio, esattamente come succede in Formula 1. Avere un uomo in grado di negoziare al tavolo di Liberty Media rimane quindi cruciale per HRC, che tuttavia ha comunque preferito allontanare Puig dal suo ruolo attuale.

Brivio1
Davide Brivio, prossimo Team Manager di HRC in MotoGP.

In tarda mattinata Luca Marini si presenta in sala stampa, producendosi in un sincero ma forse fin troppo prevedibile encomio alla ‘salutava sempre’: “Voglio dire che Alberto è una grande persona”, racconta. “È stato fantastico lavorare con lui e spero che in futuro continui a lavorare con Honda. Ha un gran carattere, anche se magari a voi può sembrare il contrario. È un uomo che ti parla in maniera molto diretta e ci sono veramente poche persone nel paddock a fare così. Sono contento che rimanga in HRC”. Quando gli chiediamo di raccontarci un aneddoto su di lui, Luca si prende dieci secondi. Alla fine sceglie di non dire niente: “Mi vengono in mente troppe cose, che però non voglio raccontarvi”.

Joan Mir, più tardi, è più o meno dello stesso avviso: una persona sincera, onesta, che ti dice le cose come stanno. E che, nonostante tutto, gli è stato sempre vicino nei momenti più duri della sua carriera, che sono “Quelli in cui conosci davvero le persone”.

Oltre alle motivazioni tra il tecnico e il politico ce n'è una più umana che a dire la verità ha sempre giocato un ruolo abbastanza importante nelle speculazioni sul suo addio al ruolo di Team Manager: Alberto Puig vive con la gamba sinistra martoriata da una serie di complicate operazioni chirurgiche (tra cui l'applicazione di tessuto osseo di origine bovina) in seguito a un brutto incidente in gara a Le Mans, nel 1995. Da lì Alberto ha continuato a lavorare nel paddock con lo spettro dell'amputazione a soffiargli sulla collottola. Ora forse diminuiranno un po' i dolori, le sessioni di fisioterapia funzioneranno meglio e la gamba, chissà, diventerà un problema più gestibile. Certo, per uno come lui stare lontano dal box rischia di essere persino una ferita più dolorosa.

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