Dopo l’incidente nella Sprint di Le Mans, in cui si è procurato la frattura al quinto metatarso e un interessamento del quarto, Marc Marquez ha dato una lezione all’intera MotoGP. È servito qualche giorno, ma soprattuto un video postato dalla Ducati con il fuoriclasse spagnolo appena tornato ai box dopo la rocambolesca caduta in cui la sua GP26 l’ha sfiorato più di una volta.
Marc è seduto, tutt’intorno c’è la sua squadra capitanata da Gigi Dall’Igna. “Non dico niente”, afferma prima di raccogliersi la testa tra le braccia. Un attimo dopo si toglie il cappello e, quando si alza, i suoi occhi sono lucidi. “C’è una vite che mi causa dei problemi ai nervi”, rivela. Il riferimento, però, non è al piede appena infortunato ma alla spalla, infortunata addirittura nel 2019.
Poi parla di un’operazione programmata, presumibilmente per la prima volta: “È per questo che l’operazione era già programmata dopo il GP di Catalunya. Sto guidando con un braccio in meno. Sono fiducioso, non ho niente da dimostrare”. Gigi Dall’Igna, nel frattempo, annuisce. “Posso andare veloce. Oggi in Q1 l’ho fatto, ma il problema è che giro a mezzo secondo dal mio limite. Quando provo ad andare oltre, diventa difficile”.
Quando parla della velocità che c’è ancora non mente, basta guardare il giro che menziona durante il suo sfogo, che a Le Mans gli era valso l’ingresso in Q2 dopo un inizio di fine settimana complicato. Il problema, però, è quella maledetta spalla. La indica più volte, poi aggiunge: “Questa non sta funzionando, potete vederlo dai dati”. “Il corpo viene sempre prima di tutto il resto”, gli risponde invece Gigi Dall’Igna.
Marc lo sa bene, lo ha imparato a sue spese dopo l’infortunio al braccio rimediato a Jerez, nel 2020. La corsa per rientrare, poi un calvario quasi infinito. Non è un caso, infatti, che dopo l’infortunio di Mandalika della scorsa stagione, appena dopo aver vinto il nono titolo Mondiale, lo spagnolo abbia deciso di non correre, di prendersi tutto il tempo necessario per tornare nelle migliori condizioni possibili.
Eppure quel vecchio infortunio, rimediato ancor prima della carambola di Jerez, è ancora lì a tormentarlo. Marc lo sottolinea cercando una giustificazione che non serve, una spiegazione ad una velocità che manca e che tutti hanno capito perché. Non c’entrano gli anni o l’istinto, ma solo un fisico diventato delicato come il cristallo.
Dopo aver ascoltato le parole di Dall’Igna, Marquez ringrazia il team. Ha ancora gli occhi lucidi, mentre la risposta non può che essere un “Grazie a te” seguito da un applauso. Gli sono bastati venti secondi per lasciare il mondo intero senza parole: un campione disperato, che quasi piange a dirotto per quella classe che non riesce a esprimere a pieno, e che, seppur velatamente, chiede scusa ai suoi ragazzi.
Intanto, dopo essere tornato in Spagna, i due interventi a spalla e piede sono stati completati con successo. Adesso parte il recupero, cruciale come non mai. Per tornare in sella alla sua Ducati ci vorrà del tempo, forse l’occasione potrebbe essere quella del GP del Mugello, ma la priorità resta il fisico e ci si prenderà il tempo necessario.
Tutto ruota intorno alle sue condizioni, le stesse che, forse, hanno influenzato tanto l’inizio di stagione, quando ci ha sempre ripetuto “di star bene ma di sentirsi rigido sulla moto” quanto le discussioni sul proprio futuro. Dalla Spagna, però, arrivano rassicurazioni: secondo quanto riportato da Marca, il numero 93 avrebbe firmato un contratto di due stagioni, 2027 e 2028. Marc, sempre secondo Marca, aveva proposto un 1+1, ma i dirigenti Ducati gli hanno fatto capire che ciò avrebbe potuto scombussolare la loro pianificazione, così che lo spagnolo si sarebbe convinto.
Eppure, nel nuovo contratto non mancherebbero delle clausole d’uscita qualora Marc decidesse di voler lasciare il team e probabilmente anche la MotoGP. Ducati avrebbe accettato e un compromesso sarebbe stato trovato tra le parti. Quindi, con il futuro assicurato, non resta che prendersi tutto il tempo che serve per tornare al 100%, senza alcuna pressione.