Marc Marquez ha lasciato Le Mans con un giorno di anticipo ed è tornato a casa, fuori Madrid, con uno di ritardo. Nel mezzo, due operazioni chirurgiche per tornare il prima possibile in pista. Il fuoriclasse spagnolo si è fatto operare al Ruber International Hospital di Madrid dall’equipe medica guidata dal Dr. Samuel Antuna, che aveva curato l’ultima operazione dopo l’incidente in Indonesia. I dottori gli operano il piede destro riscontrando, oltre alla frattura al quinto metatarso, anche un interessamento del quarto. La situazione però è più complessa e delicata per la spalla, dove viene rimossa una vite e un frammento osseo relativo a un vecchio intervento datato addirittura 2019. Marc pubblica qualche foto e un video, ringrazia tutti per il supporto, i piloti gli mandano i loro migliori auguri. Allo statuo attuale la data del rientro in pista è ancora un mistero tanto per noi quanto per lui, anche se Davide Tardozzi ha spiegato chiaramente che la priorità assoluta è il recupero completo, anche perché un Marc Marquez in piena forma rimane ancora un riferimento in questa MotoGP.
Cosa è successo al braccio di Marc Marquez
Torniamo indietro di tre mesi. Siamo a Sepang per i test pre stagione. Marc Marquez, ancora una volta, entra in pista come il Papa entra a San Pietro. I tempi vengono, eppure qualcosa non funziona: Marc ci racconta di sentirsi rigido in moto, di non riuscire a guidare come vorrebbe e, per altro, che la cosa peggiora col passare dei giorni. La MotoGP non è una moto da allenamento e questo si sente. Passa un mese, iniziano le gare. E a vincerle, almeno le prime tre, è Marco Bezzecchi. Poi vinceranno suo fratello Alex e Jorge Martín, mentre Marc Marquez è tutt’ora a zero, almeno per quanto riguarda i GP.
Il primo vero campanello d’allarme suona ad Austin, quando Marc batte violentemente il braccio nelle FP1 e passa il weekend cercando di contenere i danni, di non mostrarsi sofferente, parla di un problema di feeling. Suo, della moto, di tutto. Dice: “Adesso dobbiamo stare più uniti che mai”.
Passa altro tempo, quasi un mese. E qui probabilmente succede ancora qualcosa: Marc continua a sentirsi rigido sulla moto, fatica a guidare e, ora lo sappiamo, si ritrova con un dolore sordo, a volte bruciante al braccio destro, dove ormai ci sono più cicatrici che pelle sana. Ecco il perché della sua faccia stanca e preoccupata.
Così decide di consultarsi con i suoi dottori, i quali gli consigliano di operarsi ancora. Niente di grave, spiegano. In certe posizioni questa vite che hai nella spalla va a pizzicare il nervo radiale, lui si infiamma e a te fa male, una volta tolto il pezzo di ferro e sfiammato il nervo sarà tutto a posto. A questo punto lo spagnolo decide senza tanti preamboli di operarsi dopo Barcellona, poi la caduta cambia i suoi piani.
C’è un momento preciso, nella sala stampa di Jerez, in cui Marc parla con estrema chiarezza: “Se mi vedete col braccio alzato significa che sono in protezione, che non riesco a guidare. Se il braccio è basso significa che sto bene e posso spingere”. Ovvero: a volte la vite mi costringe ad alzare il braccio per non sentire dolore, altre volte riesco a non pensarci ed è tutto normale.
Ma che dolore è quello al nervo radiale? Difficile compararlo ai tanti piccol, chi ha avuto una sciatalgia però ce l’ha ben presente. Di certo niente di buono se vuoi guidare una MotoGP. Arriviamo al GP di Francia, quando la frattura del piede rimediata nella Sprint lo convince a fare le due operazioni assieme. Premesso che le lastre di Marc Marquez le ha in mano soltanto lui, paradossalmente il piede potrebbe impiegare più del nervo a recuperare perché di fatto quella che interessa il braccio è soltanto un’infiammazione. Eppure la vite che è stata rimossa aveva una sua funzione e bisognerà capire come reagisce il fisico senza il suo supporto. Quanto tempo occorrerà, appunto, è difficile stabilirlo, anche se va detto che questo Marc Marquez non è più quello del 2020 e l’approccio all’infortunio subito in Indonesia ne è la prova.
Tutto sommato poi pensare che tornerà a vincere come se niente fosse una volta finita la riabilitazione sarebbe una mancanza di rispetto per per lo stesso Marc Marquez e l’impresa dello scorso anno, pure se il giro record nella Q1 di Le Mans ci ricorda di come su tutto rimanga il talento.