Pecco Bagnaia pare rinato a Le Mans: pole position il sabato, podio nella Sprint, passo da bottiglia e coppa la domenica. E un gran sorriso in sala stampa nonostante la caduta a sette giri dalla fine quando era secondo. Caduta che, spiega, non è stata frutto di un suo errore. “Sfortunatamente a 7 giri dalla fine ho cominciato a perdere un po’ di fiducia, sono stato limitato da un piccolo problema sulla moto che ci ha rallentati. Ho cercato comunque di tenere quel passo e ho perso l’anteriore, di fatto la caduta è stata una conseguenza ma sappiamo cos’è successo e il team sta già lavorando”.
Si parla quindi di un piccolo problema tecnico. A questo punto qualcuno chiede se si tratta dello stesso problema che lo aveva costretto al ritiro nella domenica di Jerez e a questo punto, senza preamboli, risponde di sì. Non parla quindi direttamente di un problema all’impianto frenante, tuttavia sembra difficile immaginare il contrario. “Ma me la sono goduta davvero oggi nonostante la caduta”, aggiunge. “È vero che abbiamo avuto questo problema due volte di fila, però adesso l’abbiamo capito e avremo presto la soluzione”.
Inutile dire che buona parte delle domande si sono concentrate su questo. “Quando un pilota cade al 90% è colpa sua”, risponde lui quando gli viene chiesto della responsabilità per la scivolata, nella prima variante. “La mia caduta è stata una conseguenza di questo limite che stavo avendo. Non volevo assolutamente lasciarla andare oggi, non volevo perdere. Volevo rimanere lì, mi stavo divertendo estremamente e ci ho provato finché ho potuto. Fossi stato davanti in campionato sicuramente avrei reagito in modo diverso, ma oggi che avevo la possibilità di vincere ci ho provato, come è giusto che sia”.
A questo punto gli chiediamo se tornare a vincere sia più importante di tornare a fare i punti: “Assolutamente. Nel 2022 era andata così. È vero che avevo vinto due gare prima, però l’obiettivo era vincere. Onestamente la settimana scorsa l’ho detto: ‘la prossima gara vado lì, le conclusioni le tiriamo domenica ma me ne sbatto di qualsiasi cosa, al limite casco’. Questo weekend sono caduto due volte ma in termini di velocità non eravamo mai stati così vicini alle Aprilia dall’inizio dell’anno”.
A quanto pare tra i test di Jerez e questo fine settimana ha risolto anche il problema di consumo del posteriore avuto per tutta la prima parte dell’anno: “Riuscivo a gestire, a tenere il passo. Non credo che avrei avuto il passo di Jorge agli ultimi giri ma lottare per il podio era una possibilità. Le Aprilia accelerano veramente tanto forte fuori dalle curve. Secondo me noi dobbiamo lavorare sul grip in angolo, loro lì sono molto forti. Però dopo aver seguito Bezzecchi ieri ho chiesto un paio di cose sull’anti-wheeling per uscire più forte in accelerazione e oggi un passo in avanti lo abbiamo fatto”.
Il tempo che abbiamo a disposizione è finito, eppure lui rimane di buon grado per un paio di battute. La prima su Marc Marquez, che durante la gara è stato operato a Madrid sia al piede destro (quinto e quarto metatarso) che alla spalla, da cui è stata rimossa una vite e una scheggia d’osso. “Mi dispiace molto per Marc, per quello che gli è successo dall’Indonesia”, le parole di Bagnaia. “Sicuramente quando tornerà sarà perché è al 100% e sarà lì pronto per lottare un’altra volta. Abbiamo bisogno di lui, spero torni presto”.
La seconda invece è per Jorge Martín, anche se a rimanerci impressa è l’ultima frase: “Chiaramente Martín è un candidato al titolo e sta usando la stessa strategia del 2024, quindi arriva in fondo a tutte le gare. In generale è molto bravo ad accontentarsi e io ho perso il mondiale contro di lui per questo motivo. Ieri abbiamo mangiato da Alpinestars tutti e due: aveva la faccia rilassata di uno che sapeva di farcela oggi e ce l’ha fatta. Sono molto contento per lui, se lo merita, penso si sia fatto 21 fratture. Aver la forza di tornare a questo livello è ammirevole. Congratulazioni a lui e soprattutto ad Aprilia che gli ha dato un supporto incredibile anche l’anno scorso”.