Le pause servono a annoiarsi. Deve averla pensata così la stragrande maggioranza dei piloti italiani che, in questi giorni, ha scelto il Marco Simoncelli World Circuit di Misano Adriatico per preparare il GP d’Italia al Mugello. Mostrando, però, tutto lo scibile motociclistico da asfalto. Da un lato le millimetriche traiettorie di Francesco Bagnaia, dall'altro l'inedito e muscolare debutto di Andrea Iannone, in sella alla Harley con cui proprio al Mugello esordirà nel mondiale Bagger. Con Bagnaia, chiaramente, c’erano anche i piloti della VR46 Riders Academy e s’è fatto vedere con la sua iconica Yamaha anche Valentino Rossi. Ma la roba “da titolo” l’ha fatta Pecco: ha ridefinito i limiti prestazionali di una moto totalmente stradale (per quanto super performante), siglando un crono di 1’34”70 con la sua Ducati Panigale V4S.
Per comprendere la portata di questo riscontro, occorre analizzare i riferimenti assoluti della pista: il record della MotoGP in qualifica, detenuto da Marco Bezzecchi, dista appena quattro secondi e mezzo, mentre il margine si riduce a circa tre secondi rispetto alla pole position della Superbike, stabilita recentemente da Nicolò Bulega in 1’31”618. Il tutto con Michelin commerciali e margini di intervento sulla ciclistica quasi nulli. Una dimostrazione di forza che certifica sia la bontà del travaso tecnologico tra la produzione di serie e le corse, sia l’ottima condizione atletica del due volte campione del mondo in vista del suo GP di casa al Mugello.
Parallelamente alla ricerca della linea perfetta di Bagnaia, il tracciato romagnolo ha tenuto a battesimo il debutto di Andrea Iannone sulla Harley-Davidson stradale con cui affronterà la Bagger World Cup, neonata categoria inserita nel programma del motomondiale. La guida di una Bagger impone una totale formattazione dello stile di un pilota di velocità: non si persegue la massima velocità di percorrenza in curva, ma la gestione di masse imponenti, quote ciclistiche inedite e una coppia motrice straripante. La sessione sotto il sole della Riviera è servita al pilota di Vasto per accumulare i primi chilometri ed equilibrare la propria aggressività.
Tuttavia, le dinamiche di Misano nei giorni che precedono il Mugello non si esauriscono con i test stradali. Ducati ha infatti prenotato il circuito per una due giorni di test privati di cruciale importanza, invitando e condividendo i costi con gli altri quattro costruttori della classe regina: Aprilia, KTM, Yamaha e Honda. In condizioni meteo ottimali, con temperature intorno ai 30 gradi, i team di collaudo sono scesi in pista per portare avanti il doppio binario dello sviluppo. Da una parte l'affinamento delle attuali 1000cc con pneumatici Michelin, dall'altra i primi fondamentali passi avanti sui prototipi da 850cc che debutteranno nel 2027 con coperture Pirelli.