image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Sport

21 maggio 2026

Amore, non è come sembra: in MotoGP potremmo dire addio alla seconda moto dal 2027 ma non per avvicinarci ancora alla Formula 1

  • di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

21 maggio 2026

Pare che la MotoGP si stia preparando all’ennesimo cambio epocale della sua storia. Stavolta, sul tavolo delle trattative, la possibilità di eliminare la seconda moto per ogni pilota, esattamente come succede in Moto2, Moto3, Superbike e Formula 1, solo per citarne alcuni. Per lo show? Non proprio. Anzi, forse sì
Amore, non è come sembra: in MotoGP potremmo dire addio alla seconda moto dal 2027 ma non per avvicinarci ancora alla Formula 1

Che in MotoGP tirasse aria di cambiamento non lo scopriamo certo oggi. Tutto è iniziato con il periodo della pandemia e l’addio di Valentino Rossi: poca gente in circuito, poco interesse, nessuna vera direzione per il futuro. Così sono state introdotte le Sprint al sabato, il carro bestiame coi piloti attorno al circuito a sostituire il warm up di Moto2 e Moto3, le tappe in Fan Zone da parte dei piloti, la sigla d’apertura. Alcune cose sono riuscite, altre meno.

Nel frattempo è arrivata Liberty Media, che come ogni innesto fatto nel modo giusto si sta prendendo il tempo necessario per cambiare la MotoGP a partire da un pesante rebranding del logo e dei lavoratori nel paddock, che oggi indossano tutti un completo color crema e scarpe Adidas.

Il 2027 segnerà la rivoluzione più importante: il cambio regolamentare e quello del fornitore degli pneumatici, con Michelin che lascia il posto a Pirelli, sono questioni fondamentali ma non così importanti quanto lo è l’accordo tra i costruttori e MotoGP Sports Entertainment Group, l’ex Dorna. La trattativa, farraginosa, arranca. Sul tavolo ci sono i soldi. Le case vogliono una quota dei ricavi (e non una cifra fissa) e alcune, come ad esempio la Honda, puntano ad avere quote più sostanziose, un po’ come succede in Formula 1 con Ferrari che è riuscita a dare un valore economico al proprio blasone. L’organizzatore, dall’altra parte, vuole vendere “the most exciting sport on Earth” e attirare nuovi sponsor anche attraverso una lunga serie di accorgimenti che comprendono un paddock più dedicato a vip e influencer.

Stando a quanto riportato dai colleghi di Motorsport c’è un nuovo nodo nella trattativa tra costruttori e MSEG per il contratto che rimarrà in vigore dal 2027 al 2031: il numero di moto per ogni pilota MotoGP, che potrebbe passare da due a una, esattamente come accade per Moto2, Moto3, Superbike e Formula 1. A sentire la notizia verrebbe da chiedersi se Liberty Media stia davvero tentando di trasformare la MotoGP in una copia più povera e piccola del suo campionato più importante. A quanto pare però è tutto il contrario, perché a fare richiesta di ridurre il numero di moto disponibili da due a una sarebbero stati alcuni costruttori per una questione di contenimento dei costi: meno meccanici, meno componenti, meno lavoro di messa a punto.

20260521 140151505 3657
Marc Marquez cambia moto con il vecchio sistema flag to flag. Oggi i piloti sono costretti per regolamento a scendere da una moto e salire sull'altra senza acrobazie.

A cosa serve avere due MotoGP in garage

Avere due moto per i piloti non è soltanto un grande sollievo quando, più spesso di quanto vorrebbero, tornano al box con la tuta piena di ghiaia appollaiati sul sellino posteriore di uno scooter elettrico. È un approccio diverso al lavoro: le due moto hanno spesso nomi diversi e componenti differenti, servono a capire meglio le modifiche, possono essere preparate per la qualifica e per la gara a seconda delle necessità. E qualunque pilota al mondo ti dirà che anche se fossero esattamente uguali nelle componenti e nelle regolazioni la differenza si sentirebbe. C’è della mistica, insomma. Per non parlare del flag-to-flag, quando i ragazzi ne parcheggiano una con gomme da asciutto per prendere la moto da bagnato o viceversa. Un bel momento. Va detto che avere una moto sola aggiungerebbe qualche cucchiaiata extra di quel dramma che l’organizzatore cerca spasmodicamente in ogni angolo del paddock: se, per esempio, butti via la moto durante le prove del sabato mattina, i tuoi meccanici dovranno impazzire per sistemarla in tempo. Stessa cosa in ogni turno. Si perde più tempo, si rischia meno nei momenti più strategici e magari avere sia il passo che il giro secco non basta più, perché devi pure avere la moto intera. Non un dramma, eppure sarebbe comunque un peccato rinunciare a un po’ di quella tattica che alcuni piloti (e tecnici) riescono a fare sfruttando le due moto.
 

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Sky Sport MotoGP (@skysportmotogp)

Come cambierebbe la MotoGP con una moto sola

Ammesso e non concesso che questa proposta passi, perché dovrà essere approvata all’unanimità dei costruttori e poi pure dal MSEG, si andrebbe verso un sistema simile a quello che c’è oggi in Superbike: la moto è di fatto una, nel retrobox ce n’è però un’altra in grado di scendere in pista se quella principale è definitivamente compromessa. Quindi ne tieni una e lavori su quella (anche se rompi parte della carena o un semimanubrio) mentre in casi più gravi come un telaio piegato o un forcellone spezzato una commissione dedicata, in seguito a una valutazione tecnica, consente di scaricare dal camion il secondo prototipo. Rinunciare alle due moto in caso di flag to flag significherebbe, poi, obbligare i piloti a effettuare una sorta di pit stop, anche in questo caso come già succede in SBK: ti fermi, i meccanici cambiano le gomme, fanno le dovute regolazioni alle sospensioni, caricano le mappe da bagnato e riparti. La fattibilità c’è, specialmente considerando che lo fanno nell’endurance dove una moto sola deve bastare per 24 ore. Difficile quantificare il risparmio in termini economici, specialmente in un mondo in cui non sono certo due meccanici a incidere sensibilmente nel budget di una squadra. Certo, se la seconda moto non entra mai in pista un abbattimento dei costi c’è.

Il fatto che si stia discutendo della seconda moto però ci porta anche a pensare che l’accordo sia nelle sue fasi conclusive e che, presumibilmente, avremo una conferma definitiva verso la pausa di metà stagione. Stando così le cose, moto singola e tutto il resto, ci sono buone possibilità che l’anno prossimo vedremo dei pit stop con tanto di radio accesa: piccoli brividi.

https://open.spotify.com/show/5T9xxCp5taZVjub6B8YF56

More

Valentino Rossi ha criticato Ducati? Sì, e Ducati ha fatto lo stesso con lui: sono le corse bellezza, niente paura

di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

MotoGP

Valentino Rossi ha criticato Ducati? Sì, e Ducati ha fatto lo stesso con lui: sono le corse bellezza, niente paura

“Il vento non lo fermi”: se volete sapere come sta davvero Danilo Petrucci, passate sotto un ponte a Terni! Intanto BMW…

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

SBK

“Il vento non lo fermi”: se volete sapere come sta davvero Danilo Petrucci, passate sotto un ponte a Terni! Intanto BMW…

“Svegliatevi! Ve lo stanno mettendo nel cu*o!”: il muso duro di Carlo Pernat ai piloti della MotoGP. E su Marc Marquez, Ducati e il mercato...

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Intervista

“Svegliatevi! Ve lo stanno mettendo nel cu*o!”: il muso duro di Carlo Pernat ai piloti della MotoGP. E su Marc Marquez, Ducati e il mercato...

Tag

  • MotoGP

Top Stories

  • Questo Marco Bezzecchi non vuole fare l’errore di Bagnaia: “Non sono tanto contento adesso ma con calma la vedrò con occhi diversi”

    di Cosimo Curatola

    Questo Marco Bezzecchi non vuole fare l’errore di Bagnaia: “Non sono tanto contento adesso ma con calma la vedrò con occhi diversi”
  • Falsissimo, Corona fa esplodere il Napoli? “Cinque giocatori mi hanno pagato per rovinare Conte”: ma cosa c’è di vero?

    di Michele Larosa

    Falsissimo, Corona fa esplodere il Napoli? “Cinque giocatori mi hanno pagato per rovinare Conte”: ma cosa c’è di vero?
  • Alla fine è successo: Andrea Iannone tornerà nel paddock della MotoGP dal Mugello (con tanto di valigie) per la Harley-Davidson Bagger World Cup

    di Cosimo Curatola

    Alla fine è successo: Andrea Iannone tornerà nel paddock della MotoGP dal Mugello (con tanto di valigie) per la Harley-Davidson Bagger World Cup
  • Grip Moto risponde al nostro articolo sul video di Luca Salvadori: “Non vi è stato alcun illecito”. Certo, però…

    di Cosimo Curatola

    Grip Moto risponde al nostro articolo sul video di Luca Salvadori: “Non vi è stato alcun illecito”. Certo, però…
  • Prima Norris, adesso Antonelli: qualcuno dica al presidente della FIA di tenere a posto le mani. Caro Ben Sulayem, ma che problemi hai coi piloti?

    di Luca Vaccaro

    Prima Norris, adesso Antonelli: qualcuno dica al presidente della FIA di tenere a posto le mani. Caro Ben Sulayem, ma che problemi hai coi piloti?
  • Adriano Panatta: “Per battere Sinner a Roma serve un'indigestione di supplì. Alcaraz come me, ha barattato qualche sconfitta con la libertà. E fra i due...”

    di Michele Larosa

    Adriano Panatta: “Per battere Sinner a Roma serve un'indigestione di supplì. Alcaraz come me, ha barattato qualche sconfitta con la libertà. E fra i due...”

di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Fermi tutti, abbiamo trovato il Tallone d’Achille di Max Verstappen nelle corse in auto: disastro vero in NASCAR al simulatore

di Luca Vaccaro

Fermi tutti, abbiamo trovato il Tallone d’Achille di Max Verstappen nelle corse in auto: disastro vero in NASCAR al simulatore
Next Next

Fermi tutti, abbiamo trovato il Tallone d’Achille di Max Verstappen...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy