È il sabato dopo la Sprint a Barcellona, la gara è stata piuttosto lineare. Comunque niente a che vedere con quello che avremmo visto domenica nel Gran Premio. Valentino Rossi, che si è preso il weekend per stare coi suoi piloti, viene invitato nello studio di Sky da Vera Spadini per il dopogara. Si presenta col sorriso di sempre, gli occhi accesi, la felpa del team e il cappellino, come se non avesse mai smesso di fare il pilota. In un certo senso è così.
Tra i tanti spunti offerti in trasmissione ce n’è uno che fa il giro del mondo in quaranta minuti: Pecco Bagnaia si sta impegnando tanto per tornare a vincere e, secondo Valentino, Ducati dovrebbe fare lo stesso. Nel dettaglio, Rossi parla così a Sky: “Secondo me Pecco quest’anno ha un atteggiamento molto buono. Io lo vedo spesso, ci alleniamo spesso e sta veramente dando il massimo. Sia nella sua vita normale che con gli allenamenti che quando andiamo a girare in moto. E vuole veramente cercare di tornare a vincere con la Ducati. Questo è l’atteggiamento giusto, i frutti si vedono perché domenica scorsa a Le Mans ha fatto un weekend della Madonna. Ha fatto la pole position, ha sbagliato le due partenze… se no poteva vincere sempre. E ha fatto secondo nella Sprint, poi purtroppo è caduto per questo problema al freno. Però a me piacerebbe, sai… la stagione è ancora lunga e probabilmente Pecco l’anno prossimo non correrà più con la Ducati. A me piacerebbe che anche alla Ducati si impegnassero come Pecco per cercare di tornare davanti. Come in un matrimonio in cui ci si è tanto amati, quando succedono delle cose brutte come l’anno scorso, o comunque non ci sono risultati, o ci sono delle dichiarazioni di Pecco che… Vedo che gli animi si sono molto raffreddati, capito? Però Pecco ci sta provando e spero che anche in tutta Ducati ci provino perché il potenziale per tornare a vincere secondo me c’è”.
Più tardi Pecco Bagnaia smentirà buona parte di queste parole, dicendo che Valentino sa come lavora lui ma non come lavora Ducati. Ed è giusto così, Bagnaia con Ducati ci deve arrivare a fine stagione e farlo con dei buoni risultati servirà a entrambi. Anzi, fino a prova contraria si potrebbe anche pensare che Pecco abbia parlato in questo modo perché è convinto che le cose stiano esattamente così. Eppure evidentemente c’è chi è convinto, a partire da Valentino stesso, che nel box rosso si sia persa molta fiducia in Bagnaia, cosa per altro assolutamente verosimile anche visti i risultati dello scorso anno. Nello specifico Rossi parla di matrimonio in crisi e l’esempio funziona bene: le cose non funzionano e la colpa è un po’ di tutti e due, resta il fatto che c’è modo e modo per salutarsi.
Fa specie pensare che a dirlo sia stato Valentino Rossi, patron del team “factory supported” da Ducati nonché l’uomo che tutte le settimane porta in pista due Desmosedici. Eppure questo è il suo bello, dice quello che pensa e lo fa ogni volta che può. Anche perché dall’altra parte si potrebbe dire esattamente lo stesso. È giovedì pomeriggio, ci prendiamo un quarto d’ora per parlare con Davide Tardozzi delle condizioni di Marc Marquez. Lui, a un certo punto, parla del rapporto tra il suo pilota e Valentino Rossi: “Non riconduciamo Marc Marquez all’episodio di un ventiduenne di dieci anni fa. Quella storia deve finire, più lo conosciamo e più capiamo che è una persona diversa. Tra l’altro lui più volte ha detto di aver sbagliato. Però hanno sbagliato in due e io sono assolutamente d’accordo. Bisognerebbe riconoscere l’episodio, come è andata e chi ha detto cosa. Però è ora di seppellirla definitivamente e di guardare avanti, sia per Valentino - lo spero - che per Marc”.
A questo punto chi è rimasto colpito dalle parole di Valentino su Ducati dovrebbe esserlo anche per quelle di Davide Tardozzi, più o meno per le stesse motivazioni: Rossi è pur sempre un cliente che porta in pista due Desmosedici, aiuta nello sviluppo e spesso e volentieri porta a casa le prestazioni migliori. Anche in questo caso però, il bello di Davide Tardozzi è che dice quello che pensa. Certo, le critiche sono diverse tra loro ma in ogni caso vanno a toccare nervi scoperti: Due carenate, una a testa, senza troppa cattiveria ma pure parlando come ormai non fa quasi più nessuno.
A noi così piace. Anzi, è decisamente meglio questo di vedere incidenti potenzialmente mortali ogni dieci giri. C’è da scommettere poi che Valentino e Ducati abbiano un bel po’ di cui discutere, almeno a sentire un altro momento dell’intervista rilasciata dal Doc in diretta: “Vogliamo un pilota italiano, sceglieremo tra Morbidelli, Bulega, Vietti e Marini”, ha spiegato Rossi, sempre a Sky.
Probabilmente Ducati su quella moto ci vorrà mettere Nicolò Bulega che, oltre ad essere velocissimo in Superbike, sta già sviluppando il prototipo da 850 con gomme Pirelli che sarà in pista il prossimo anno, motivo per cui lasciarlo alla concorrenza sarebbe una piccola follia. La moto però è di Valentino e lui potrebbe anche avere in mente qualcosa di diverso, cosa che dipende soprattutto da . Un paio di carenate e si sistemerà tutto.