Se Marc Marquez non avesse questo talento straordinario per la guida diremmo che la sua qualità più grande è quella di sorprendere. Il che, comunque, rimane tra le cose che gli riescono meglio. Nel giovedì di Jerez lo spagnolo ha chiarito una lunga serie di dubbi sulla sua forma fisica, sullo stato della moto e su quello che ci sarà da aspettarsi da lui nei prossimi GP, dove con tutte le probabilità tornerà a giocarsi il podio.
L’uscita più interessante forse la fa quando una collega gli chiede se è una sua impressione o se ad Austin ha davvero guidato col gomito destro in alto esattamente come faceva prima della quarta operazione al braccio destro: “Venerdì ero un pilota, sabato un altro e domenica un altro ancora. Ho sempre peggiorato. Quando vedete che tengo il gomito alto significa che sono in protezione, che sto male”, la risposta di Marc. “Il gomito giù invece vuol dire che ho fiducia e non ho dolore. Anche al ritorno da altri infortuni tenevo il gomito veramente alto, poi un passo alla volta ho trovato il modo. È lì che continueremo a lavorare, ora credo di essere a un buon livello… magari non al 110% ma al livello massimo per questa MotoGP”. Niente di davvero nuovo per chi la MotoGP la vede anche mentre dorme, certo, eppure è l’ennesima conferma di quanto il suo stato fisico lo stia condizionando. Anche perché, quando gli chiedono della scivolata nelle FP1 di Austin - e di quanto abbia impattato sul weekend - lui fa una seconda confessione: “È stata una brutta caduta, a me non mi piace cadere durante il weekend perché non aiuta. Ed è stato al braccio destro”. A questo punto mostra uno squarcio spaventoso sull’avambraccio, che nonostante sia passato un mese dall’incidente appare ancora ben lontano dalla guarigione: “L’ho coperto in modo che nessuno vedesse, ma i problemi al braccio destro e questo infortunio… è stato un weekend difficile”. Ecco, questo è Marc Marquez. Uno che la tattica la fa così, esattamente al contrario - per dirne uno - di Jorge Lorenzo, che nel 2015 in Giappone raccontò di avere dei gravi problemi alla spalla sinistra per destabilizzare gli avversari.
Marc ripete poi di stare decisamente meglio fisicamente. Certo, dice poi, che non si vede tra i favoriti, anche considerando come sono andate le cose fino a qui: “Abbiamo già fatto tre gare in tre diversi layout e alla fine Bezzecchi è il favorito, è stato davanti in ogni giro nelle ultime tre gare. Ora cercheremo di fare un altro passo avanti in termini di stile di guida e di moto, in modo da essere più vicini all’Aprilia che adesso sta tenendo alto il livello”.
A questo proposito, cosa di cui hanno parlato sia Bagnaia che Di Giannantonio, in Ducati manca ancora una linea comune da seguire per lo sviluppo, visto e considerato che per Marc i problemi sono di tutt’altro genere: “Io al contrario degli altri piloti Ducati mi sento meglio a fine gara e faccio fatica all’inizio, dobbiamo trovare un compromesso anche rispetto ai nostri setting e agli stili di guida. Sembra che l’Aprilia abbia una gran velocità in curva e che riesca a trovare un ottimo compromesso tra velocità e consumo gomme”.