Pecco Bagnaia parla con grande chiarezza nel giovedì di Jerez. Dopo tre gare è a 56 punti dal leader della classifica e 20 dal compagno di squadra, eppure sembra già un lontano parente del pilota che abbiamo visto lo scorso anno. In sintesi, trasformare questa Ducati in una GP24 che secondo lui “vincerebbe ancora oggi senza problemi” è impossibile, quindi tanto vale lavorare su questa. Cosa che adesso sta facendo assieme agli altri piloti ufficiali: Marc Marquez, suo fratello Alex e Fabio Di Giannantonio. Quest’ultimo è quello che si è adattato meglio al 2026, Alex quello che invece si è trovato a fare il salto più grande, dalla GP24 alla GP26.
Secondo Bagnaia il grosso limite di quest’anno è piuttosto chiaro: “Guardando i dati ci siamo accorti che la moto fa alcune cose in maniera inaspettata, la perdita di grip in gara la domenica è enorme, mentre durante il weekend puoi fare moltissimi giri con gomma usata con un pasto costante”, ha raccontato Pecco. “Poi in gara dopo 8 giri ho distrutta le gomme. Dobbiamo capire, probabilmente ragioneremo su qualcosa di diverso per il weekend. Fino alla gara di domenica le cose funzionano bene, poi le cose vanno diversamente. Forse è per le Pirelli (lasciate sull’asfalto da Moto3 e Moto2 che corrono prima, ndr) non lo so”.
Sta poi venendo fuori una certa discrepanza nelle dichiarazioni dei piloti nel team rosso, perché mentre Pecco parla di crisi a fine gara Marc dice esattamente l’opposto: la moto, dice lo spagnolo, non funziona con le gomme nuove. Quando gli chiediamo se si sente sollevato all’idea che adesso siano tutti più o meno nella stessa barca lui risponde così: “L’anno scorso io lamentavo le stesse cose di Diggia, Alex Marquez aveva la GP24 che… è una moto che vincerebbe ancora oggi, senza problemi. E Marc si è trovato subito bene senza i problemi che ho avuto io, fin dall’Indonesia dove invece li ha avuti anche lui, uguali. Non so cosa sia successo ma nel weekend in Indonesia era molto in difficoltà. Ora siamo più o meno tutti con lo stesso feeling, Diggia si sta trovando un po’ meglio e la stabilità lo ha aiutato a migliorarsi. Marc e Alex invece sono più in difficoltà perché questa moto è più difficile da fermare, che è un po’ quello che succedeva a me l’anno scorso. Però sai, dopo un anno che stai lì a provarci alla fine cerchi di toglierti dalla testa quello che avevi prima - che sicuramente era meglio - per lavorare con quello che hai. E ora stiamo lavorando tutti insieme per capire cosa fare, abbiamo parlato più volte tra di noi per capire cosa chiedere a Ducati e andare nella stessa direzione”.
A questo proposito Di Giannantonio è stato piuttosto chiaro: i quattro piloti Ducati non sono esattamente d’accordo su quale sia la strada giusta da seguire, il che è abbastanza ovvio se pensiamo che da una parte del box bisogna migliorare la resa della gomma a inizio gara e dall’altra riuscire a preservarla per il finale. Ad ogni modo, secondo Pecco il miglioramento rispetto allo scorso anno c’è stato eccome: “Ora l’anteriore è più attaccato all’asfalto, l’anno scorso era… più morbido. È difficile da spiegare, di fatto non sentivo l’anteriore: spingevo senza sapere se era possibile spingere di più o no. Magari spingevo di più e andavo più piano senza sapere perché, mentre quest’anno è più chiaro e se spingo si vede, senti il limite”.