Un altro immenso ha detto definitivamente basta. Da un pezzo aveva lasciato la MotoGP, ma facendosi vedere in qualche wildcard riuscendo pure a dimostrare che non c’è giovane che tenga davanti al talento. Ma ora non succederà più. In verità non succedeva già più da un po’ di vedere Dani Pedrosa in pista in mezzo alla mischia, solo che adesso c’è proprio l’ufficializzazione di una decisione: il piccolo samurai ha detto basta. Lo ha fatto sapere a modo suo, senza clamori di sorta e tra le righe di una intervista rilasciata a As.com, in cui spiega che continuerà a fare il collaudatore per KTM, ma che non ci pensa nemmeno di accettare qualche sostituzione o la proposta di qualche wildcard. Che potesse succedere ancora, in Spagna ci avevano sperato in parecchi, soprattutto dopo l’infortunio a Maverick Vinales che lo terrà lontano dal GP di Jerez per provare a tornare in sella alla RC16 solo a Le Mans. Ma niente da fare: Pedrosa dice di aver fatto il suo tempo e che adesso sarebbe solo pericoloso.
“Mi trovo bene – ha spiegato - e sono contento nel ruolo di collaudatore. Ho fatto le mie partecipazioni come wildcard e ora è Pol Espargaró a avere la precedenza, lui è molto motivato, e penso che il mio tempo sia passato. Quindi capisco che ora tocchi ai giovani". Nessuna nostalgia. Nessun rimpianto. Il coccolone, semmai, viene a quelli di una generazione che dopo Casey Stoner, dopo Jorge Lorenzo e dopo Valentino Rossi si ritrovano consapevoli d’essere veramente invecchiati ora che pure l’eterno Dani Pedrosa ha scelto di arrendersi al tempo che è passato. Ritrovandosi, inevitabilmente, anche a rispondere all’immancabile domanda sui piloti di ieri e quelli di oggi.
“Ai nostri tempi ognuno di noi aveva una personalità ben distinta:; non eravamo per niente simili – scherza - Questo era piuttosto evidente per l'avversario, per il giornalista, per lo spettatore e persino per i costruttori. Quindi, quegli scontri di personalità, uniti a velocità e talento, credo dessero quel vantaggio in più nella percezione di una generazione di piloti speciali. Oggi non saprei dire se sia per questo o perché la competizione è più equilibrata in termini di prestazioni in pista”.
Quello che è certo, e che lo stesso Pedrosa ammette, è che oggi l’unico nome che spicca veramente è quello di Marc Marquez. Anche se adesso pure il 93 sembra in un momento di difficoltà in cui sta “cercando di proteggersi” e di capire se e come andare avanti nelle corse. Mentre il futuro, almeno a sentire Pedrosa, è tutto di un altro spagnolo: Pedro Acosta. “Entrerà nel pieno della sua carriera nei prossimi anni – taglia corto Pedrosa - È molto giovane, sta entrando in una nuova categoria e in una nuova era delle corse e penso che lì potrà crescere molto di più. Dovrà anche competere con la generazione che verrà dopo di lui, ma penso che sarà uno dei piloti sempre ai vertici nei prossimi anni”.