Non ci gira intorno Marco “Pacio” Pacini della curva Sud del Milan: la sua società si sta comportando come i bagarini. Via social il capo ultrà ha attaccato il club per come sta gestendo la vendita dei biglietti per la partita tra Milan e Juventus. Per la verità non è la prima volta che esponenti della curva rossonera lamentano un trattamento a loro avviso sfavorevole. Il punto toccato più spesso è l’impossibilità di cambiare il nominativo sull’abbonamento. Un post al secondo anello blu costa 139 euro, fa notare Pacio: “Forse tra gobbi, design week, sponsor e omaggi vari ve la cavate anche questa volta e il teatro sarà comunque pieno”. Il Milan ha messo a disposizione un servizio di rivendita, qualora il tifoso non possa venire a San Siro. Sul sito c’è l’opzione per vendere “il tuo posto per Milan-Juventus e ricevi il 60% del prezzo di rivendita sotto forma di voucher”. È proprio questo che per Pacio sarebbe un “sistema di bagarinaggio legalizzato”. La rivendita però, prosegue l’ultrà, avviene sempre tramite la piattaforma del club, dunque, considerando che il costo dell’abbonamento per il secondo blu è di 330 euro, circa 18 a partita, e “visto il cambio di nominativo vietato, che già rappresenta una discriminazione, la società ti concede di ridare il tuo posto a lei”, in cambio “riceverai un voucher da 84,40 euro da spendere in biglietti o in acquisti presso i Milan Store”, la società “guadagna così tre volte dalla vendita di un singolo posto”.
“Chi ha un briciolo di amor proprio, di dignità e vuole bene a questi colori non compra i biglietti e non rivende l’abbonamento”. L’appello del capo ultrà rossonero verrà ascoltato? Oppure il popolo milanista seguirà le indicazioni del club? Due giorni fa lo stadio era sold out, ieri invece praticamente metà dei posti erano tornati disponibili. La strategia del Milan quindi pare funzionare. La partita contro la Juve è fondamentale, non solo per mettere tre punti decisivi per entrare tra le prime tre: è una partita che vale anche al di là della classifica. Ma Pacio insiste ancora una volta sui costi: “Come se non bastasse le curve, che sono settori popolari, a 139 euro (secondo verde e secondo blu)”, mentre il settore ospiti vale 45 euro, “che è comunque alto”.