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21 aprile 2026

La “droga del palloncino“: cos'è il protossido di azoto, la sostanza (che non lascia tracce) usata dai calciatori e finita nell'inchiesta sulla movida Vip di Milano

  • di Michele Larosa Michele Larosa

21 aprile 2026

L'inchiesta sulla movida milanese ha scoperchiato il vaso di Pandora, rivelando post-partita da sballo per i calciatori di Serie A a base di escort di lusso e droga del palloncino. Ma cos'è davvero? E soprattutto, perché è così usata fra calciatori e sportivi

Foto di: Ansa

La “droga del palloncino“: cos'è il protossido di azoto, la sostanza (che non lascia tracce) usata dai calciatori e finita nell'inchiesta sulla movida Vip di Milano

Federico Buffa ha più volte raccontato un aneddoto che gli ha riportato Carlo Ancelotti. Cristiano Ronaldo ai tempi del Real Madrid, dopo le trasferte, mentre i suoi compagni tornavano a casa, si faceva portare al centro sportivo dei blancos per una sessione di crioterapia, una bagno in acqua gelida per favorire il recupero. "E a casa c'era Irina..." è la chiosa di Ancelotti, citando la modella Irina Shayk, all'epoca fidanzata del portoghese. Un dettaglio che dice tutto sulla dedizione di un campione.

Il post-partita di molti calciatori di Serie A, a quanto pare, si articola in modo leggermente diverso. Niente vasca gelata, niente centro sportivo. Cena, discoteca, hotel a cinque stelle, escort e un palloncino da sgonfiare. È quanto emerge dall'inchiesta della Procura di Milano che ieri ha portato all'arresto di quattro organizzatori di eventi, accusati di aver costruito un vero e proprio servizio su misura per avventori facoltosi: imprenditori, vip e una settantina di calciatori di Serie A. Un giro d'affari da 1,2 milioni di euro, con tanto di “pacchetti post partita”. Dal campo al privé, il passo — a quanto pare — è più breve di quanto si pensi. A sugellare le notti milanesi la cosiddetta “droga del palloncino”. Non è la prima volta che il nome di questa sostanza rimbalza nel mondo del calcio italiano. Nel 2024 era stato Fabrizio Corona a tirarlo in ballo, sostenendo che Theo Hernandez, allora ancora al Milan, fosse stato ripreso, da video in verità non chiarissimi, in un locale milanese in stato di alterazione, con la droga del palloncino come possibile causa. La vicenda non ha avuto seguiti giudiziari. Resta però come spia di un fenomeno che, evidentemente, non era ancora emerso in tutta la sua portata. Ma cos'è la droga del palloncino? E perché è così diffusa tra gli sportivi?

movida italiana 1

La “droga dal palloncino”

La cosiddetta "droga del palloncino" è il protossido di azoto, noto anche come "gas esilarante" o "droga della risata". Si tratta di una sostanza che, se inalata, produce effetti psicoattivi come sensazioni di euforia, rilassamento e un temporaneo distacco dalla realtà, con una durata molto breve che contribuisce alla sua popolarità come droga ricreativa. Il gas agisce già dopo 10-30 secondi dall'inalazione, ma il suo effetto si esaurisce in massimo 5 minuti, causando euforia, calma e una distorsione della realtà descritta come uno stato sognante o psichedelico. Il modo più diffuso per assumerlo è riempire dei palloncini con il gas per poi inalarne il contenuto. La sua facilità di reperimento è uno dei fattori chiave dietro la crescente popolarità: le piccole cartucce da 8 grammi, destinate agli aerosol per panna montata, sono vendute a basso costo nei minimarket, supermercati e online. Nonostante venga spesso percepito come innocuo, i rischi sono tutt'altro che trascurabili: inalato a concentrazioni elevate, il gas può provocare perdita di coscienza, depressione respiratoria, asfissia, cali di pressione, aritmie e persino arresto cardiaco. L'uso ripetuto o prolungato interferisce inoltre con l'attività della vitamina B12, inattivandola irreversibilmente, con conseguenti danni al sistema nervoso come formicolii, debolezza muscolare e, nei casi più gravi, neuropatie con danni al midollo spinale.

La particolarità è che nonostante dal punto di vista farmacologico il protossido di azoto produca effetti psicoattivi, che lo rendono a tutti gli effetti una sostanza d'abuso, in Italia non è classificato tra le sostanze stupefacenti, non esiste alcun divieto esplicito alla vendita per uso ricreativo e nessuna norma vieta l'acquisto da parte di minorenni.

Perché è detta droga dei calciatori

La droga del palloncino è diventata popolarissima tra sportivi e calciatori in particolare. In Inghilterra negli anni diversi giocatori sono stati fotografati a farne uso, tra cui Jack Grealish, Dele Alli, Leon Baily e Kyle Walker. Il Daily Mail due anni fa diceva: “Una stella della Premier League ha recentemente festeggiato il suo compleanno e ha speso quasi 10mila sterline in bombolette. Succede in tutti i club e alcuni di quelli che lo utilizzano sono giocatori molto noti. Forse molti di loro sono ignari del fatto che il protossido di azoto sia ora considerato una droga di classe C e lo utilizzano senza rendersi conto dei potenziali pericoli”. Il protossido di azoto ha conquistato i calciatori per la sua particolarità di non essere rilevato dai controlli antidoping, assicurando così uno sballo momentaneo al riparo da rischi e scandali sportivi. In Italia, per ora, la sostanza è ancora legale, liberamente venduta e — come dimostra l'inchiesta milanese — perfettamente integrata nel pacchetto.

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