Elettrica, costosissima, di un azzurro in grado di pareggiare le sopracciglia di Carlo Ancelotti. La Ferrari Luce è uscita da tre giorni e tendenzialmente non si parla d’altro. La classe politica si fionda sul tema perché è in tendenza, i meme si sprecano e c’è chi, con lo stesso sorriso sagace di chi prenota online gli appuntamenti alle Poste, ci vede una strategia per i mercati asiatici (su tutti quello cinese), per poi arrivare a parlare di speculazione in termini collezionistici: una Ferrari che scrive la storia, si dice, sarà sempre memorabile a prescindere dalla storia che racconta. Eppure a primeggiare è un malcontento generale che ha prodotto un crollo vertiginoso in borsa, con percentuali che si attestano al -13,5% nel momento in cui scriviamo.
Difficile dire se sia stata l’idea di una Ferrari elettrica, gli interni così minimalisti l’approccio di Jony Ive, ex responsabile del design Apple che ha abbozzato le linee della Luce come se non avesse mai cambiato ufficio.
Nel frattempo è iniziato il GP d’Italia al Mugello, circuito di cui per altro Ferrari è proprietaria dal 1988. Così abbiamo pensato di chiedere un’opinione ai piloti della MotoGP, molti dei quali una Ferrari (in alcuni casi più di una) ce l’hanno in garage. Il primo a parlare è Luca Marini, estremamente sintetico: “Penso quello che pensano tutti”, ci dice con un sorriso. Pedro Acosta invece picchia durissimo, dimostrandosi ancora una volta il pilota meno politicamente corretto della griglia in questa MotoGP: “La odio, la odio”, ripete. “Parlavo con dei ragazzi per capire quanto fosse difficile provare una Ford GTD, la Mustang. E sono due mondi completamente diversi, sai? Di sicuro non è la Ferrari che comprerei. E poi esteticamente è orribile”.
Per completezza, la Ford Mustang GTD è un missile americano con un V8 da 5,2 litri sotto al cofano e 815 cavalli di potenza. Anche Jorge Martín prende la domanda con un largo sorriso. E guarda un po’ più in là, oltre che al suo portafoglio e al suo garage: “Beh, spero che adesso la mia SF90 salga ancora di valore”, ha scherzato. “Non lo so, è molto strano. Penso che col fatto che venga da Ferrari ci sia qualcosa sotto”. Impossibile sapere cosa.
Marco Bezzecchi invece risponde più tiepido, quasi democristiano: “Non l’ho vista bene, in generale come motoristica non mi piacciono troppo le macchine elettriche. L’estetica invece è una cosa molto personale, c’è a chi piace e a chi no. A me personalmente non fa impazzire, però è molto futuristica. Gli interni secondo me non sono male, fuori personalmente non mi fa impazzire”.
Un altro piuttosto diretto è stato Fabio Quartararo, anche lui grande collezionista di automobili di un certo pregio: “Non mi piacciono le macchine elettriche. Non sono per niente un fan. Sono un grande appassionato di Ferrari ma non della Luce. La linea? Anche quella non mi piace per niente. Mi piacciono tutte le altre, pure le ibride. Ma questa…”
Il meglio però ce lo regala Andrea Iannone, tornato nel paddock della MotoGP per correre la Harley-Davidson Baggers World Cup. Andrea sorride, gioca, racconta di essere felice di tornare a correre. Poi, dopo essersi preso un momento per riflettere, tira fuori un piccolo capolavoro: “L’importante è avere la luce in casa, non in garage”. Risate.