E ora che Marco “Pacio” Pacini è stato daspato per cinque anni la curva Sud cosa farà? Andrà avanti, come sempre, ma per gli ultras del Milan questo è stato un duro colpo, l’ennesimo di una stagione fatta di blocchi a striscioni e con le conseguenze dell’inchiesta Doppia Curva che si fanno ancora sentire. Molti affezionati hanno rilasciato alcune dichiarazioni a Klaus Davi: “Ormai i Daspo li danno anche se tiri un pezzo di carta, spesso sono eccessivi”, “Un accanimento ingiustificato verso la curva, una vergogna”, “provvedimento assolutamente eccessivo, si sono attaccati ai fatti noti per farlo fuori dalla curva. Ci manca il frontman che ci sapeva trascinare”. Sono solo alcuni dei commenti riportati da Davi. Altri sono persino più pesanti: “Milan è fede, senza Pacio non ha futuro”. Siamo a un punto di non ritorno per le due curve di San Siro? Probabilmente sì. Le tifoserie organizzate milanesi sono state decapitate, i vecchi leader sono in carcere o daspati. Al momento nella Sud non c’è un capo della stessa importanza e carisma di Pacini. Luca Lucci, il capo indiscusso della curva milanista, è stato condannato a dieci anni in primo grado, il suo peso si fa ancora sentire, ma durante le partite qualcosa mancherà. Anche Giancarlo Capelli, il Barone, ha parlato con Klaus Davi: “Spiace per Marco, lo conosco fin da quando è bambino, è cresciuto in curva e si faceva amare. Ma il Milan andrà avanti come ha sempre fatto. Pacio verrà ancora a farsi vedere nelle riunioni fuori dallo stadio e faremo ricorso ma non ci sarà un nuovo capo ultras perché da noi non ci sono capi”. Nonostante le parole di Capelli è evidente che ora c’è un vuoto di leadership, che potrebbe tradursi in una spinta minore a San Siro nelle gare casalinghe e in trasferta (prima dell’ultimo provvedimento Pacio poteva entrare nei settori ospiti).
Ecco, proprio il Barone è apparso in una storia con un altro capo ultrà milanese: Nino Ciccarelli, leader e fondatore dei Vikings, ha fatto gli auguri a Capelli per il suo compleanno. “Auguri al Barone, 78 anni da ultras. Mai arrendersi”, dice Ciccarelli. Oltre i colori, c’è rispetto tra due protagonisti del tifo organizzato di San Siro. Ma le cose in curva Sud potrebbero cambiare presto. Francesco Lucci, fratello di Luca, dopo la condanna in primo grado a cinque anni e sei mesi, è stato ricondotto a casa sua per scontare la pena ai domiciliari, in attesa dell’Appello. Un capo ultras che sì potrebbe tornare a essere un punto di riferimento fondamentale per una tifoseria disorientata dopo mesi di sanzioni e inchieste.