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1 marzo 2026

Ma cosa è successo a Dubai e negli Emirati? Soldi, affari, finanza: perché i missili e i droni dell'Iran terrorizzano i miliardi del Golfo

  • di Federico Giuliani Federico Giuliani

1 marzo 2026

Hotel di extra lusso pieni di turisti. Aeree residenziali prestigiose abitate da ricconi in Lamborghini. E pure l'aeroporto più trafficato del mondo. L'Iran ha attaccato gli Emirati Arabi Uniti con missili e droni. Colpiti Dubai e Abu Dhabi, i simboli del capitalismo più estremo. L'obiettivo di Teheran? Affossare uno degli snodi chiave della finanza globale e gettare i mercati nel panico. Adesso il Golfo intero trema all'idea di una guerra regionale prolungata nel tempo

Foto: Ansa

Ma cosa è successo a Dubai e negli Emirati? Soldi, affari, finanza: perché i missili e i droni dell'Iran terrorizzano i miliardi del Golfo

I detriti di un drone iraniano intercettato sono caduti dritti sulla facciata a forma di vela del prestigioso Burj Al Arab, uno degli hotel più lussuosi del pianeta. Chi aveva prenotato una stanza in questa iconica struttura di Dubai (il prezzo: a partire da circa un millino di euro a notte) non si aspettava certo di sentire allarmi e sirene, incendi e grida; voleva soltanto rilassarsi, proprio come i turisti che affollavano Fairmont The Palm, l'albergo situato sull'isola artificiale di Palm Jumeirah. Non hanno potuto fare niente di simile, perché gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l'Iran e gli ayatollah hanno risposto a modo loro. Colpendo, o meglio cercando di colpire, Tel Aviv e le basi Usa dislocate nel Golfo, ma anche altri Paesi insospettabili che, loro malgrado, sono finiti al centro di un'escalation che non si sa bene adesso fino a dove possa arrivare. Tra i bersagli di Teheran troviamo nazioni da sempre associate alla ricchezza, riccanza, luxury, premium e ogni altro aggettivo associabile all'esclusività. Il Bahrein, noto più che altro per il Gran Premio di Formula 1, il Kuwait, la terra del petrolio per eccellenza, in parte l'Arabia Saudita e il Qatar, ma soprattutto gli Emirati Arabi Uniti. Abu Dhabi e Dubai, con i loro grattacieli di vetro e acciaio nati in mezzo al deserto da una manciata di anni, hanno trascorso ore di puro terrore. I due Eden proibiti dei paperoni, dei tycoon, degli influencer, dei calciatori alla Cristiano Ronaldo, sono finiti nel mirino dell'Iran.

Dubai
Hotel di extra lusso pieni di turisti. Aeree residenziali prestigiose abitate da ricconi in Lamborghini. E pure l'aeroporto più trafficato del mondo. L'Iran ha attaccato gli Emirati Arabi Uniti con missili e droni... Ansa

I sistemi di difesa missilistici degli Emirati si sono comportati benone, neutralizzando la maggior parte di missili e droni sparati da Teheran. Le minacce che hanno bucato lo scudo emiratino hanno fatto qualche danno, così come i detriti degli ospiti indesiderati abbattuti. In quel di Abu Dhabi sono rimaste coinvolte le aree residenziali di Saadiyat Island, Khalifa City, Bani Yas, Mohammed bin Zayed City e Al Falah. A Dubai sono stati colpiti alcuni hotel e pure il porto marittimo di Jebel Ali e il Dubai International Airport: una sezione di un terminal è stata danneggiata e lo scalo – il più trafficato al mondo - chiuso. “Le autorità confermano che un drone è stato intercettato e i detriti hanno causato un piccolo incendio sulla facciata esterna del Burj Al Arab”, ha scritto il Dubai Media Office su X. “Le squadre della Protezione Civile sono intervenute immediatamente e hanno riportato l'incidente sotto controllo. Non sono stati segnalati feriti”, hanno aggiunto le autorità cercando di minimizzare i danni per un motivo ben preciso. L'aeroporto e il porto di Dubai rappresentano quasi il 60% delle entrate dell'emirato, e circa il 90% della popolazione degli Emirati Arabi Uniti è composta da stranieri.

Dubai
L'obiettivo di Teheran? Affossare uno degli snodi chiave della finanza globale e gettare i mercati nel panico Ansa

Cosa succede adesso? Eh, sono caz*i amari. Gli Emirati, da tempo rifugio esclusivo per i super ricchi, potrebbero subire un duro colpo: gli attacchi iraniani rischiano di ridurre il turismo, svalutare il mercato immobiliare e intaccare l'immagine di lusso e glamour costruita dagli emiri a colpi di petrodollari. Dubai e Abu Dhabi, insieme a Doha, si erano affermate come hub finanziari globali grazie a stabilità, sicurezza e vicinanza a grandi riserve di capitale. Gli ultimi eventi, però, minacciano di mettere in crisi questa narrativa: Dubai potrebbe perdere parte della sua attrattiva per hedge fund internazionali, mentre Abu Dhabi vede a rischio la sua crescente influenza finanziaria sovrana. Queste città avevano del resto saputo costruire un'immagine di rifugio sicuro, impermeabile alle turbolenze regionali, capace di attrarre capitali durante la Primavera araba, durante la pandemia e persino dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Negli ultimi anni gli Emirati hanno inoltre conquistato l'attenzione di miliardari globali intenzionati a proteggere il proprio patrimonio, così come di banche di Wall Street e fondi speculativi in espansione. Abu Dhabi ha siglato una serie di accordi grazie al suo fondo sovrano da quasi 2.000 miliardi di dollari, mentre a Dubai i prezzi immobiliari sono cresciuti del 70% in quattro anni, sospinti da acquirenti provenienti da ogni angolo del mondo. E adesso? Il sogno potrebbe terminare qui.

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