Questa volta l’aria è diversa. Stavolta si sente l’odore della paura e arriva da tutte le parti. Il motivo? Cristina Cattaneo. L’anatomopatologa che si tiene lontana dai talk show, ha depositato le sue 350 pagine di consulenza. Ecco, pure che sono 350 pagine, in verità, è una indiscrezione. Perché tutto è coperto dal più assoluto segreto istruttorio. Blindato. Ma il silenzio e i segreti, si sa, fanno una gran confusione. E le indiscrezioni a orologeria fioccano: si parla di un’azione omicidiaria che si allunga, di un orario della morte che si sposta e, soprattutto, di un’ombra che si sdoppia. O si triplica. Il dato certo, però, è che questa perizia fa paura a tutti perché nessuno ne conosce mezza riga. Ma c'è una logica nelle "indiscrezioni a orologeria" di questi giorni. Se la Cattaneo ha davvero riscritto la dinamica, crolla il castello di carte che ha tenuto Alberto Stasi dietro le sbarre. A prescindere o meno dall’individuazione di Andrea Sempio come (nuovo) autore dell’omicidio.
Lo sa benissimo, ad esempio, l’avvocato Antonio De Rensis. Nei salotti TV lo vediamo quasi divertito, ma è la calma di chi sa di avere una mano definitivamente vincente o definitivamente perdente. Senza vie di mezzo. Quando si parla dell’ipotesi della morte avvenuta di notte – quella suggestione basata sulle particelle di amido nello stomaco di Chiara (era pizza o erano cereali?) – De Rensis tira in ballo “la tuta da astronauta” perché per lui quella è fantascienza. Se Chiara è morta la notte prima, o se è morta alle 11 del mattino come suggerirebbero i dati sulla temperatura corporea (quel famoso 33,1° delle ore 17 che nessuno sembra voler leggere con attenzione), Alberto Stasi è fuori. Punto. Dalle 9.36 il ragazzo era al computer a scrivere la tesi. A meno che, come qualcuno prova a buttare là, quel pc portatile non se lo fosse portato, appunto, proprio a casa di Chiara (ignorando, però, le telefonate fatte e ricevute da e sul fisso di casa Stasi già alle 9,50 del mattino di quel maledetto 13 agosto 2007).
Un’altra indiscrezione? Sulla scena del crimine erano in tanti. E oltre che di pluripresenza si parla anche di armi diverse. Insomma: l’ipotesi del killer solitario che cambia attrezzo in corsa diventa ridicola. Due o tre oggetti contundenti? Significa che in quella villetta di via Pascoli, quel maledetto 13 agosto, non c’era un solo aggressore. Il problema, però, è che anche questa non è una indiscrezione, ma un azzardo buttato là sulla base di supposizioni e suggestioni.
In queste ore si è tornati a parlare anche del telefono fisso di casa Poggi e della macchia di sangue trovata sulla base della cornetta, in un punto dove non dovrebbe esserci se tutto fosse stato "normale". Chiara ha provato a chiamare? Impossibile, dicono i medici legali: i colpi l’hanno resa incosciente subito. Tutti se. Tutti ma. Tutti condizionali. Perché la verità è che l’unica indiscrezione – sicuramente indiscreta e sicuramente giusta - è che Garlasco è diventata una guerra di nervi scientifica da combattere con le armi dello spettacolo. E tutti sanno che la consulenza Cattaneo, ora, è mediaticamente pericolosissima fino a che non se ne conosceranno davvero i contenuti.