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24 febbraio 2026

Delitto di Garlasco, la chiave è il tempo più dell’orario? L’indiscrezione sulla consulenza Cattaneo. Intanto spuntano altre intercettazioni tra casa Cappa, casa Poggi e casa Stasi (nel video di Bugallalla)

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

24 febbraio 2026

La consulenza della dottoressa Cristina Cattaneo è sotto chiave nei cassetti della Procura di Pavia, ma tra i cronisti rimbalza un’indiscrezione sulla durata della furia omicida in quel 13 agosto del 2007 in via Pascoli. Ventitre minuti non bastano più? Intanto a far discutere sono anche frasi decisamente sibilline sulle cartelle che l’informatico forense potrebbe trovare nel PC di Chiara Poggi e un nuovo video bomba di Bugalalla con altre intercettazioni inedite

Foto di: Ansa

Delitto di Garlasco, la chiave è il tempo più dell’orario? L’indiscrezione sulla consulenza Cattaneo. Intanto spuntano altre intercettazioni tra casa Cappa, casa Poggi e casa Stasi (nel video di Bugallalla)

Diciamolo subito: la consulenza depositata ieri dalla dottoressa Cristina Cattaneo presso la Procura della Repubblica di Pavia è stata immediatamente segretata. Le parti, quindi, non hanno potuto leggerne (e diffonderne) neanche una riga. C’è stato, però, anche un breve confronto tra la dottoressa Cattaneo e il procuratore Fabio Napoleone e, insieme a loro, c’erano anche altri inquirenti. Troppe poche orecchie ad ascoltare per pensare che qualche anticipazione possa uscire ed essere data in pasto ai media. Ma tra i giornalisti che ormai da mesi “vivono” appostati tra Vigevano, Pavia e Garlasco, una indiscrezione è circolata lo stesso.

In verità già da ieri sera. Ma questa mattina, durante Mattino5, l’inviato della trasmissione Mediaset ha rotto gli indugi per tutti: la consulenza descriverebbe un’azione omicidiaria durata molto di più dei 23 minuti su cui s’è fondata la condanna in Cassazione di Alberto Stasi. Non significa, sia inteso, che la dottoressa Cattaneo abbia confermato l’orario della morte stabilito dalle carte dei precedenti processi, ma semplicemente che la chiave di tutto – e, a questo punto, anche di una clamorosa svolta – potrebbe essere comunque altrove. Non nell’ora del decesso, che comunque non è mai facilmente individuabile, figuriamoci a quasi due decenni di distanza, ma nel tempo che l’assassino (o gli assassini?) ha impiegato per uccidere la povera ventiseienne.

Secondo quanto stabilito nella sentenza di condanna, Alberto Stasi ha avuto a disposizione 23 minuti di tempo per litigare, procurarsi l’arma del delitto, aggredire la ragazza, massacrarla, buttarne il corpo dalle scale, cancellare alcune tracce, lavarsi, lavare il lavandino del bagno, smontare e pulirne il sifone e fuggire in bicicletta verso casa, dove poi, dopo aver guardato qualche video e alcune immagini hard, si sarebbe messo a lavorare alla sua tesi di laurea. E’ chiaro che se davvero la consulenza Cattaneo dovesse allungare l’azione omicidiaria anche di una manciata di minuti, diventerebbe impossibile puntare ancora il dito verso Stasi senza rivedere e smontare ogni precedente ricostruzione. Al di là, insomma, dell’ora effettiva in cui il cuore di Chiara Poggi ha smesso di battere.

Cristina Cattaneo
La dottoressa Cristina Cattaneo

In attesa di capire quali saranno le prossime mosse della Procura e se ci saranno nuovi provvedimenti, a giorni dovrebbe essere depositata anche la consulenza sui PC di Chiara Poggi e Alberto Stasi chiesta all’informatico forense Paolo Dal Checco. Su questo fronte, però, circola da giorni un video con una affermazione sibillina di Daniele Occhetti, il perito informatico che esaminò il computer di Alberto durante il primo grado: “Ci sono tantissime cose dentro quel computer. Quando la Procura arriverà a vedere un certo tipo di cartelle non si spaventerà per i porno”. In quel PC, evidentemente, c’è tanto davvero che potrebbe aiutare definitivamente a capire il movente dell'omicidio.

Intanto, sul fronte del gran clamore mediatico, la youtuber Francesca Bugamelli — che già nei giorni scorsi aveva reso pubbliche intercettazioni inedite (scatenando le ire del generale Garofano) — ha aggiunto carne al fuoco. Ha letto conversazioni che raccontano il dolore atroce di Rita Preda, la mamma di Chiara. Una donna che, all’inizio, sembrava cercare Alberto Stasi come un pezzo ancora in vita di una figlia che non c’è più, non credendo assolutamente alla sua colpevolezza. Ma spuntano anche dialoghi che ritraggono una madre “pressata” dalle gemelle Cappa, più preoccupate dei messaggi da far passare ai giornalisti che della verità in quel momento ancora tutta da accertare.

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Foto di:

Ansa

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