Il valore di una protesta sta anche nella condivisione di un’idea. Nella mentalità ultras c’à differenza tra tifosi e clienti. I primi sono quelli che si sacrificano spendendo soldi e tempo per seguire la squadra. I secondi sono quelli che portano denaro nelle casse di un club ma senza dedicare fedeltà e amore ai colori. I Banditi della curva Sud hanno sottolineato, per l’ennesima volta, che certi compromessi non possono essere accettati. Su Instagram hanno pubblicato un’immagine in cui sono elencati i prezzi dei biglietti della partita di San Siro contro la Juventus per gli abbonati: si va dai 399 euro della Tribuna d’onore rossa agli 89 euro del terzo anello rosso centrale. Un posto nel secondo anello verde costa 99 euro. Era lo stesso argomento che gli ultras avevano fatto presente nella fanzine diffusa prima del derby con l’Inter. Il portale di acquisto per i biglietti veniva definito una “piattaforma di bagarinaggio legalizzato” proprio per l’eccessivo costo dei tagliandi. “Vi spieghiamo in parole povere come funziona: ogni abbonato ha la possibilità di cedere il suo abbonamento al Milan grazie ad una piattaforma online. La società ha quindi la possibilità di rivendere lo stesso posto una seconda volta, ad un prezzo nettamente superiore, restituendo all'abbonato non i soldi ma bensì un voucher del valore del 60% del nuovo biglietto emesso, obbligando il tifoso a spenderlo al Milan store o per altri biglietti, generando ulteriore guadagno anche in un futuro. Ma facciamo un esempio concreto: costo abbonamento 2º arancio laterale: 540 euro (28.40 euro a partita) già incassati ad inizio anno. Costo biglietto derby 2° arancio laterale: 209 euro (125,40 euro voucher per l'abbonato mentre 83,60 euro finiscono nelle casse del Milan)”. Il tutto senza possibilità di cambio nominativo gratuito.
“Questa è la considerazione che questa società ha dei propri abbonati”, hanno scritto i Banditi su Instagram parlando dei biglietti per la Juventus, “immaginate i prezzi nelle fasi di vendita successive”. Il messaggio si chiude con un appello a “non acquistare i biglietti, lasciamo che lo stadio si riempia di clienti. Ma a certe cifre folli è arrivato il momento di dire basta”.