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3 giugno 2026

L'ex allenatore di Alcaraz ci prova con Sinner: "Lo spagnolo è un pelo sopra". Ma l'intervista di Ferrero al Corriere è una lunga lettera di corteggiamento. Jannik, è ora della tua "educazione valenciana"?

  • di Michele Larosa Michele Larosa

3 giugno 2026

Un'intervista alla stampa italiana, qualche complimento a denti stretti e una disponibilità dichiarata. Juan Carlos Ferrero ha fatto il primo passo, conosce Sinner e sa come farlo migliorare. Jannik, ora tocca a te

Foto di: Ansa

L'ex allenatore di Alcaraz ci prova con Sinner: "Lo spagnolo è un pelo sopra". Ma l'intervista di Ferrero al Corriere è una lunga lettera di corteggiamento. Jannik, è ora della tua "educazione valenciana"?

C'è una regola aurea in ogni trattativa: non fare apprezzamenti. Lo sa bene Juan Carlos Ferrero, l'ex allenatore di Alcaraz, ora abbandonato e in cerca di un nuovo pupillo. Il sogno? Jannik Sinner, da un numero 1 all'altro, e in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera Ferrero tira la stoccata: "Carlos è più dinamico, ha più colpi, sa togliere il ritmo a Jannik, che ama giocare soprattutto in un modo: veloce, colpendo alla stessa altezza. Al suo ritmo, è difficilissimo da battere. Per me, al cento per cento, Carlos è un pelo sopra: tipo 55% -45%". Certo, non una percentuale che Ferrero non possa invertire. I grandi punti a favore del campione del Roland Garros 2003 sono due, conosce Carlos Alcaraz come le sue tasche, e ha studiato in lungo e in largo i punti forti e i punti deboli di Jannik Sinner: "Per anni ho allenato Carlos allo scopo di battere Jannik. I miglioramenti, cioè, erano calibrati specificamente su Sinner". E in una rivalità a due che domina il tennis, a chilometri di distanza dagli altri, questo può fare tutta la differenza del mondo.

E, a proposito di punti deboli di Sinner, non si può non pensare al crollo che lo ha privato della possibilità di giocarsi questo Roland Garros, quell'ultimo game contro Cerundolo che gli è costato tutto. Qualcuno parla di crollo mentale, per Ferrero è più una questione di fisico: "È salito 5-1 nel terzo con Cerundolo colpendo la palla benissimo, con superiorità totale. Poi il crollo. Sul 4-1 l'ho visto tornare verso l'asciugamano camminando in modo diverso. Ho pensato: che strano… Faceva caldo ma non c'erano i presupposti per quello che è successo. La ragione, secondo me, è da ricercare nei mesi precedenti: ha giocato tanto, troppo, senza darsi il tempo di recuperare. Ero certo che avrebbe accusato la stanchezza durante il Roland Garros ma pensavo più avanti. È incredibile che con Cerundolo non sia riuscito a resistere un game di più". Insomma, ci vuole un fisico bestiale, ma Ferrero ha già la ricetta, per Sinner serve un'"educazione valenciana": "Il luogo d'origine ha un ruolo: probabilmente Jannik ha una tolleranza del freddo maggiore del caldo. Non penso che da bambino, prima di trasferirsi a Bordighera da Piatti, si sia allenato in condizioni umide e calde. A differenza di Carlos, che è nato a Murcia, nel sud della Spagna. Qui a Villena è capitato spesso che, in una giornata bollente, io lo tenessi in campo più a lungo proprio per abituarlo alla sofferenza di quelle temperature. Certo che Jannik può migliorare. Il passato lo aiuta: ha vinto due volte in Australia, dove fresco non fa, a Miami e a New York, che può essere umidissima".

Carlos Alcaraz con il suo allenatore Ferrero
Carlos Alcaraz e Juan Carlos Ferrero Ansa

E l'impressione è che quello fra Ferrero e Sinner potrebbe essere un sodalizio fortunatissimo per il tennis dell'azzurro. Lo spagnolo potrebbe trovare nell'altoatesino quello che cercava un Alcaraz, un atleta devoto alla causa, all'allenamento e al miglioramento. Una macchina pronta a essere riprogrammata e aggiornata: "È velocissimo a capire cosa deve migliorare. Ricorda quel Sinner-Alcaraz a Parigi Bercy nel 2021, la prima sfida Atp? Beh allora Jannik giocava solo incrociato: no lungolinea, no volée, no smorzate. Vidi in campo uno straordinario colpitore, nulla a che vedere con il giocatore di oggi. Di testa è una roccia, ed è una spugna: impara subito". E alla fatidica domanda: se allenerebbe o no Jannik Sinner, Ferrero tende la mano: "Solo qualche mese fa, le avrei detto di no: la rottura con Carlos era fresca, non sarei stato pronto. Ma oggi che mi sento più forte rispondo: perché no? Sinner ama lavorare duro ed è disposto a tutto per rimanere n.1: come atteggiamento, mi piace. Sarebbe bellissimo allenarlo".

Pensate quello che volete, ma l'intervista di Ferrero al Corriere sembra un lungo corteggiamento a Jannik Sinner. Una lettera d'amore recapitata sulla stampa italiana nel momento giusto: quello in cui Darren Cahill, l'australiano che ha guidato Sinner dalla prima finale Slam al numero 1 del mondo, si appresta a lasciare. È un altro capitolo di un velato flirt fra Sinner e Ferrero che va avanti da un po'. Per ora sono suggestioni, voci di tennismercato. Ma Ferrero ha già fatto il primo passo.

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Foto di:

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