Tra moglie e marito non mettere il dito. Se in questo caso moglie e marito sono Juan Carlos Ferrero e Carlos Alcaraz, il dito non può che essere Jannik Sinner. In mezzo di sicuro non ci si è messo lui però, sempre attento e rispettoso nelle dichiarazioni, ma ci è finito un po' per volontà dei media un po' per volontà dello stesso Ferrero.
Dal giorno della separazione fra Carlos Alcaraz e il suo storico mentore è iniziato un botta e risposta a distanza, velato, malizioso, come quello tra due ex che si incrociano e fingono di non vedersi, ma si vedono eccome. I messaggi di addio già fotografano la situazione. Alcaraz: "Decisione presa insieme." Ferrero: "Vorrei aver potuto continuare." Uno ha scelto. L'altro ha subito.
Poi al podcast ufficiale del Mutua Madrid Open Alcaraz si apre, senza nominare mai il suo ex coach: "Ora ho voce in capitolo, posso esprimere la mia opinione, prendere decisioni e comunicare di cosa ho bisogno. Adesso dico io quando devo fermarmi o quando è il momento di allenarmi". Ora Alcaraz è libero, può respirare, vivere la vita che vuole.
La risposta diretta di Ferrero non è arrivata. Per il momento si è reinventato come mental coach di Angel Ayora, un golfista spagnolo, una pausa terapeutica dalla frenesia della vita tennistica, una scelta quasi poetica per chi ha bisogno di staccare senza sparire del tutto. Ma che potrebbe durare poco. A Dazn ha detto, con il sorriso di chi sa già qualcosa: "Per ora lavoro con Angel, ma potrebbero esserci sorprese entro la fine dell'anno."
La tempistica, curiosamente, coincide con quella con cui Jannik Sinner si separerà del suo allenatore Darren Cahill. Non è un dettaglio secondario, perché Sinner è esattamente il giocatore che Ferrero aveva in testa quando allenava Alcaraz: serio, silenzioso, costantemente tendente al perfezionamento. Il modello. L'ideale. Quello che Carlos non ha mai voluto diventare del tutto.
E ieri, mentre Alcaraz spegneva ventitré candeline lontano dai campi, con il polso a pezzi e Madrid sullo sfondo, il suo ex allenatore ripubblicava nelle storie un post del profilo ufficiale del torneo. Ci sono tutti i campioni che hanno vinto a Madrid da numero 1: Ferrero 2003, Federer 2006, Nadal 2014, Djokovic 2016 e 2019. E ora Sinner, 2026. Un'autocelebrazione, certo, c'è anche lui in quella foto del resto. Ma i più maliziosi ci vedono qualcosa di più: l'ex maestro di Alcaraz che sorride accanto a Sinner, nel giorno del compleanno di Alcaraz, in un torneo dove Alcaraz non c'era. Celebra Sinner, il numero 1. Proprio quel numero 1 che Ferrero aveva consegnato ad Alcaraz prima di vederlo scivolare — da fuori, da lontano — verso la seconda posizione. Una risposta indiretta, forse. Alcaraz aveva confidato di sentirsi meno oppresso, più libero. Liberissimo, Carlos. Prego. E intanto Sinner vince il quinto Masters 1000 consecutivo, batte ogni record, e il tuo ex allenatore è lì, nella foto, accanto a lui.