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5 maggio 2026

Il Roland Garros ha un montepremi “proletario”? I tennisti protestano e si scoprono sindacalisti. Ecco il comunicato firmato da Sinner, Alcaraz, Sabalenka...

  • di Michele Larosa Michele Larosa

5 maggio 2026

Il Roland Garros cresce, il montepremi no. E i giocatori protestano. Non è una vertenza sui soldi, è una vertenza sul potere. E i giocatori, per ora, non ne hanno quasi nessuno...

Foto di: Ansa

Il Roland Garros ha un montepremi “proletario”? I tennisti protestano e si scoprono sindacalisti. Ecco il comunicato firmato da Sinner, Alcaraz, Sabalenka...

Jannik Sinner — numero uno del mondo, vincitore di Slam, testimonial di mezzo lusso italiano — che firma un comunicato sindacale contro i padroni del tennis. Accanto a lui, Aryna Sabalenka, Coco Gauff, Carlos Alcaraz. Venti fra i migliori giocatori del pianeta che si stringono in un fronte comune e dicono, in sostanza: ci stanno sfruttando. È la più bizzarra vertenza operaia del 2026, ma non hanno tutti i torti. Il problema non sono i soldi. È il tavolo. Nel tennis non esiste. Un calciatore scontento può trattare, cambiare club, scioperare. Un cestista NBA può forzare una trade. I giocatori di quelle leghe hanno sindacati riconosciuti che siedono stabilmente al tavolo con i proprietari, negoziano i contratti collettivi, hanno accesso ai libri contabili. I tennisti no. La PTPA esiste da qualche anno ma non ha ancora alcun potere negoziale formale riconosciuto dai Grand Slam, e i grandi giocatori non possono certo permettersi di disertare i quattro Slam. Non giocare Roland Garros non è una scelta tecnica, è rendersi invisibili. Gli organizzatori lo sanno benissimo. Ed è esattamente per questo che, dal punto di vista contrattuale, hanno il coltello dalla parte del manico.

Jannik Sinner e Novak Djokovic
Novak DjokovicJannik Sinner

Il torneo di Parigi ha generato 395 milioni di euro di ricavi nel 2025 — in crescita del 14% sull'anno prima. Il montepremi è salito del 5,4% sull'anno scorso. Ma gli organizzatori preferiscono citare un +9,5% — scegliendo una base di confronto più favorevole. Peccato che la fetta dei giocatori, come percentuale dei ricavi totali, è scesa. Dal 15,5% del 2024 a un 14,9% stimato per il 2026. La torta è diventata più grande. La parte dei giocatori ancora più piccola.
La richiesta dei giocatori, portata avanti attraverso la PTPA, è arrivare al 22% dei ricavi totali. Certo, nelle leghe nordamericane — NBA, NFL — i giocatori prendono il 48-50% dei ricavi. Ma con il tennis c'è una differenza strutturale: quelle leghe non organizzano tornei. Il Roland Garros ha arbitri, groundskeeper, manutenzione degli impianti, strutture permanenti, costi di produzione televisiva, sicurezza. Il 22% è quasi certamente una richiesta di apertura negoziale, non il numero finale "giusto". Ma è da lì che si inizia a trattare.

Il comunicato porta le firme dei grandi: Sinner, Sabalenka, Gauff, Alcaraz, Swiatek, Zverev, Medvedev, Pegula, Paolini. Una lista che somma decine di milioni di dollari in premi e sponsor. Djokovic, padre spirituale della PTPA, questa volta non ha firmato — forse per motivi tattici, forse per i guai fisici che lo tengono lontano dai campi. Ma la sua impronta è ovunque.

C'è poi una seconda battaglia, più silenziosa. Dal 2021, sul Court Philippe-Chatrier — il palcoscenico principale di Parigi — si sono giocate 44 partite in sessione notturna. Le donne? Protagoniste di appena quattro. Sabalenka e Ons Jabeur hanno definito questo dato "ironico" e "triste". Gli organizzatori non hanno risposto. La parità nei premi è ufficiale da anni; la parità nella vetrina, evidentemente, è ancora un sogno.

Ma dietro l'oro dei più forti del mondo, c'è una galassia di tennisti che a malapena coprono le spese di viaggio. È a loro che principalmente andrebbe rivolto lo sguardo. "Ci sono tantissimi tennisti che non riescono a guadagnarsi da vivere con il tennis: maschile, femminile o doppio. Solo quattrocento giocatori tra tutti riescono a vivere di tennis, il resto no. È una cifra bassissima per uno sport mondiale come il nostro, un vero fallimento", disse Djokovic nel 2023, aprendo i lavori della PTPA. "Sono stato al posto di tutti quei tennisti che ora hanno gravi difficoltà economiche. Capisco la loro fatica, so i problemi che hanno nel dover pagare le trasferte, gli allenatori e i fisioterapisti. Io vengo dalla Serbia e non avevo aiuti. Ora ho una certa influenza e voglio utilizzarla per migliorare le condizioni degli altri".

Il Roland Garros inizierà tra qualche settimana. Sinner, Sabalenka e compagni ci saranno — nessuno ha minacciato il boicottaggio. La PTPA ha agitato lo spettro di azioni legali. Gli organizzatori hanno risposto con il silenzio, che è sempre la risposta più potente di chi non ha bisogno di convincere nessuno.
Nel frattempo,lo US Open — che l'anno scorso ha alzato il suo montepremi del 20% — sorride soddisfatto da oltreoceano. I giocatori torneranno in campo. La terra rossa di Parigi assorbirà tutto, come sempre. E le regole le scriverà ancora chi non le gioca.

https://open.spotify.com/show/5T9xxCp5taZVjub6B8YF56

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