È una MotoGP inaspettata quella del 2026, soprattutto considerando lo scorso anno. Invece Aprilia è velocissima con tutti i suoi piloti, Marc Marquez soffre, Ducati arranca. Jorge Lorenzo invece racconta e lo fa bene, continuando a frequentare il paddock e vivere le corse con l’occhio attento dell’ex pilota. Non soltanto, il maiorchino si espone spesso e volentieri, sia quando è ospite della televisione spagnola che quando, come in questo caso, prende il microfono di Dura la Vita, il video podcast di cui è fondatore. “Quest’anno per me Bezzecchi lo può solo perdere”, ha raccontato dopo il GP di Spagna a Jerez. “E abbiamo visto solo quattro gare. Però mi prendo il rischio di dire che solo un errore o un infortunio posso cambiare questa cosa”.
Oggi Bezzecchi, nonostante tre zeri nelle Sprint del sabato, si trova in testa alla classifica con 101 punti, 11 in più del compagno di squadra, 30 dalla prima Ducati guidata da Fabio Di Giannantonio e ben 44 da Marc Marquez, che in Spagna ha vinto la Sprint come solo lui avrebbe saputo fare per poi incassare uno zero la domenica.
A proposito della caduta, Jorge racconta che probabilmente Marc aveva un paio di gradi d’inclinazione di troppo quando ha perso l’anteriore in curva 11: “Per compensare un ingresso leggermente più largo”, spiega. La parte più interessante però viene quando parla di questo nuovo Marc Marquez, ancora veloce ma decisamente meno concreto rispetto allo scorso anno: “Per me il problema è il braccio. Non riesce a frenare, non ha la potenza fisica per portare questa moto al limite in frenata e in ingresso curva come faceva prima. È una questione di potenza fisica. E lui chiaramente non ama parlarne. Poi tecnicamente è ancora superiore”.
Per chiudere, Lorenzo si lancia in un brutale confronto tra le due moto italiane: “Per me vincerà l’Aprilia. Secondo me a Jerez Alex Marquez era nella sua pista preferita e lì Ducati era superiore all’Aprilia, o comunque allo stesso livello. Esattamente al contrario delle gare gare prima e di quelle dopo, in cui Aprilia dominerà per l’80%, 90% dei circuiti. Hanno migliorato la moto di due decimi rispetto allo scorso anno e Ducati non lo ha fatto, dovrà trovare un modo di farcela. Con l’aerodinamica, col telaio, col motore… Il punto è che se Ducati ha migliorato di un decimo Aprilia è migliorata di tre, ha fatto tre passi in avanti mentre Ducati ne ha fatto uno. Li vedo in curva, sul dritto… le Aprilia fanno paura. Fanno paura. La moto è compatta, come se fosse incollata al suolo, piccolissima,, piega come una minimoto. E la Ducati è… sembra un trattore. Poi lo vedo io eh, ma questa è la sensazione che mi trasmette”.
Le Mans, Barcellona e Mugello ci daranno ben più di un indizio in questo senso, esattamente come ci ha raccontato Fabiano Sterlacchini, Direttore Tecnico di Aprilia, alla fine dei test di Jerez.