È appena finito il secondo turno della Moto3 quando la Direzione Gara pubblica due comunicati stampa con un numero di informazioni che raramente capita di leggere tutte assieme. In breve, Adrian ‘Pitito’ Fernandez, pilota Leopard Racing (Honda) nonché fratello del Raul che corre in MotoGP, è stato squalificato per un totale di sei gare, fatta esclusione per l’ultima gara corsa al Mugello in cui si è classificato quarto. Adrian, che fino a mezz’ora fa si trovava terzo in campionato con 90 punti, rimarrà coi tredici conquistati al GP d’Italia. Più che una doccia fredda è come se gli fosse atterrato un aeroplano in camera da letto: riprendere Maximo Quiles a 55 lunghezze sembrava difficile prima e appare impossibile adesso, non solo per i punti ma pure per un tema di motivazione e fiducia all’interno della squadra.
Perché Adrian Fernandez è stato squalificato
I comunicati arrivati in sala stampa sono due. Il primo si riferisce ai primi quattro GP, (quindi Thailandia, Brasile, Stati Uniti e Spagna) e spiega di come, durante un controllo di routine, lo Steward Panel abbia constatato una rimozione dei sigilli sul motore #810, giunto a fine vita. Non che servisse manomettere dei componenti per incorrere in una squalifica. A questo punto, la Direzione Gara ha preso in esame un altro motore, l’#811, impiegato in Francia e Catalogna: anche in questo caso è stata evidenziata una potenziale manomissione.
È facile immaginare che ci sarà un ricorso da parte di Leopard Racing, difficile pensare invece che le cose possano cambiare: se la Direzione Gara è arrivata a squalificare un pilota in piena lotta per il titolo per sei GP significa che c’erano tutti gli estremi per farlo, al netto delle indicazioni formali scritte nei comunicati. Più probabile, invece, che possano emergere altre irregolarità, magari denunciate dalla stessa Leopard Racing che ora si trova con Guido Pini (9° piazza, 47 punti) come prima forza in campionato.