La MotoGP al Balaton Park è durata meno di niente. Il tracciato ungherese, come ha raccontato GPOne, sarà fuori dal calendario del Motomondiale dal 2027 per le troppe criticità con cui si sono dovuti fare i conti in questi due anni: costi, strutture e, soprattutto, sicurezza. E’ già l’ultima volta, quindi, ma nella sala stampa, tra i piloti, nessuno spazio per le frasi di circostanza, i finti e sofferenti addii e le parole che si usano quando ormai si può parlare del presente anche al passato. Chi, ad esempio, non ci ha girato per nulla intorno e è stato impietoso è Pecco Bagnaia.
“Arriviamo alle stalle dalle stelle – ha commentato, mettendo a confronto il Mugello con Balaton Park - se il circuito è questo, fai fatica a fare qualcosa per cambiarlo. Il Mugello è una delle due piste più belle del mondo, mentre questa è di gran lunga la più brutta che esista. Sappiamo che è una situazione temporanea perché l'anno prossimo non correremo più qui. So che la sicurezza viene messa al primo posto e che stanno cercando di fare il massimo, però se il layout è questo è difficile migliorarlo”. Di migliore, piuttosto, per Pecco c’è la Ducati Desmosedici, tanto che il due volte campione del mondo sembra più ottimista rispetto al disastro ungherese dello scorso anno. “Credo che rispetto allo scorso anno – dice - quando per me è stato un disastro e non riuscivo minimamente a spingere né a trovarmi a mio agio, la moto di quest'anno si adatterà meglio. Possiamo quindi pensare di fare bene”.
La moto con cui l’anno scorso non ha mai trovato feeling, quest’anno gli piace di più, soprattutto dopo che nel box Ducati si è iniziato a lavorare in una direzione. “È vero che ci manca ancora un po' di continuità sul ritmo gara, infatti consumiamo ancora troppo la gomma posteriore – spiega - Però ci stiamo muovendo nella direzione giusta e, dai test di Jerez, abbiamo fatto passi avanti praticamente ogni weekend. Barcellona è stata un po' un caso a sé. È vero che ho ottenuto un buon risultato, però non ero al 100%, mentre al Mugello sì. È sempre stata una pista alla quale mi sono adattato bene, quindi vedremo qui a Balaton. Per andare forte bisogna sempre gestire un minimo la gomma, quindi vedremo. Sicuramente quest'anno il fatto che la moto si fermi bene e giri meglio rappresenta un passo avanti. L'anno scorso è stato complicato per me: facevo fatica a frenare forte e a farla girare in ingresso curva. Quest'anno sembra andare meglio. Posso frenare più forte e fermare meglio la moto. Quando lascio i freni, la moto inizia a girare in modo più naturale”.
Qualcosa da migliorare c’è ancora, ma per Pecco la strada presa è quella giusta e il Mugello l’ha confermato anche se c’è stato un problema in partenza nella Sprint Race che ha condizionato un po’ tutto. “Ogni weekend presenta incognite diverse e bisogna essere in grado di gestirle. Al Mugello – dice ancora - nella Sprint non sono riuscito a recuperare dopo la brutta partenza. Ho fatto qualche sorpasso, ma ero un po' in difficoltà. La domenica, invece, andava meglio. Stiamo lavorando tanto e ci stiamo muovendo in una direzione di sviluppo diversa rispetto a quella che avevamo intrapreso lo scorso anno e rispetto alle caratteristiche iniziali della moto di quest'anno. Sto prendendo una certa strada e gli altri stanno cercando di capire se sia quella giusta oppure no. Però penso che alla fine arriveranno anche loro. Stiamo cambiando molto il bilanciamento della moto, ci sta aiutando perché stiamo facendo progressi passo dopo passo. Non è un percorso semplice, ma lo stiamo facendo. Il prossimo passo sarà aumentare il grip, ovvero l'unica cosa che mi manca in questo momento. Però ci stiamo avvicinando”.
Il resto dovrà dirlo la pista, in questo ultimo ballo a Balaton, con un occhio anche a quel regolamento MotoGP 2027 in cui il circuito ungherese sarà fuori dal calendario, ma a cambiare sarà anche molto altro. “Togliere alcuni dispositivi – conclude Pecco - non aumenterà e nemmeno diminuirà le differenze tra le moto. La realtà è che la Honda, per esempio, è quella che parte meglio. Quando ti trovi vicino a una Honda in partenza, sembra letteralmente che scatti via. Penso che rispetto al 2024 abbiamo perso qualcosa nelle partenze. L'anno scorso partivamo bene e la moto accelerava molto forte; quest'anno è un po' diverso. Non è semplice capire il motivo, ma quello che abbiamo provato al Mugello la domenica, a livello di elettronica, ha funzionato meglio”.