Il grande capo di Ducati, Claudio Domenicali, che abbraccia Marco Bezzecchi, pilota Aprilia, nel parco chiuso del GP d’Italia, è l’immagine perfetta di una domenica da storia delle corse. Con le italianissime Aprilia e Ducati che si sono prese tutta una top5 fatta a sua volta da tre italiani nel bel mezzo del solito Mugello riempito dal nero di Aprilia, dal Rosso di Ducati e dal giallo che non andrà mai via. Che gara è stata? Praticamente 23 giri di sprint, a cannone sempre dal secondo zero e fino alla bandiera a scacchi, con Pecco Bagnaia e Ai Ogura arrivati praticamente al fotofinish, terzo e quarto, dopo un ultimo giro a vita persa.
Davanti a loro i due dell’Aprilia ufficiale, Marco Bezzecchi, e Jorge Martìn. Il centro di tutto? Il giro 14, quando il Bezz ha liquidato la pratica Bagnaia, primo fino a quel momento, e, dietro, Pedro Acosta lasciava sul posto Marc Marquez, consumando così una doppia guerra tra una doppia coppia di futuri compagni di squadra. Storie nelle storie, quindi, di un GP che si vorrebbe rivedere dal minuto successivo a quello in cui Kimi Antonelli ha sventolato la bandiera a scacchi.
Solo che rivederla subito avrebbe significato perdersi una festa spettacolare e un retropodio che vale quasi quanto una corsa, tra tre che si vogliono bene veramente, Bezzecchi, Martìn e Bagnaia e che se la sono riraccontata subito dopo averlo fatto. Il Mugello è Mugello. Che poi, proprio in quel retropodio, è esattamente quello che Bagnaia ha detto a Bezzecchi: “ti rendi conto di cosa hai fatto”. E il Bez:: “Sì, ho vinto al Mugello”. Il resto, Marco Bezzecchi l’ha fatto dire a due occhi pieni di commozione, prima sotto il casco, poi nelle parole della primissima intervista, poi nella festa di un Mugello che è sembrato quello dei tempi di Vale.
Il ragazzo di Viserba ha quella cosa lì, di chi riesce a far notare prima l’uomo del pilota. “Incredibile – ha detto rivolgendosi direttamente al Mugello - è qualcosa che sognavo da quando sono bambino e riuscire a realizzarlo è bellissimo. Grazie col cuore, grazie a tutti, ragazzi”. Che poi sono le stesse parole dette, da terzo, da un Pezzo Bagnaia che avrà pure preso paga dalle Aprilia, ma ha vissuto qui la domenica che serviva. “Ho dato tutto per il pubblico –ha raccontato - è stata davvero dura, negli ultimi giri stavo faticando. Ho visto che le Aprilia e Bez hanno fatto un lavoro fantastico. Ma grazie a tutti, al mio team, meritiamo questo risultato”. In mezzo ai due amici e futuri compagni di squadra proprio in Aprilio, uno Jorge Martìn tutto consistenza in questa domenica del Mugello.
“Sono molto contento – ha detto lo spagnolo - il team ha lavorato in modo straordinario. Ho cercato di recuperare la fiducia, ma ho un po' sofferto questo weekend. Oggi Marco è stato impressionante, sono contento per lui: vincere al Mugello è speciale per lui. Io? Voglio continuare con questo progresso”. Già detto di Ai Ogura, che ha chiuso quarto a meno di niente da Bagnaia, il quinto posto se l’è preso Fabio Di Giannantonio, capace di una gran rimonta dopo una partenza difficile che lo ha costretto a gaurdare da lontano i primi nonostante avesse lo stesso passo. Il pilota romano ha avuto la meglio su Pedro Acosta e Marc Marquez, mentre a chiudere la top 10 ci hanno pensato Fermin Aldeguer, Raul Fernandez e Diogo Moreira. Nei dieci, quindi, solo una KTM, quella di Pedro Acosta, e una Honda, quella di Fermin Aldeguer e, per il resto, solo moto italiane. Quanto agli altri piloti italiani, invece, Enea Bastianini s’è steso mentre lottava per una posizione in top 10, mentre Luca Marini, Franco Morbidelli e Michele Pirro hanno chiuso rispettivamente tredicesimo, quattordicesimo e diciannovesimo.