Kimi Antonelli a Monaco ha le idee chiare, sugli obiettivi e sul come raggiungerli. Quattro vittorie in cinque gare, leader del mondiale, guida la macchina più forte del lotto. Eppure, il giovedì nel Principato Antonelli lo apre parlando della Ferrari. Non della sua Mercedes, non dei suoi punti di vantaggio. Sposta l’attenzione e la pressione sugli avversari, come un pilota esperto che sa esattamente cosa dire davanti a un microfono.
“Ferrari andrà forte, sicuramente. Per me sono i favoriti del weekend”, spiega ai media presenti in circuito. Ma non si ferma qui e racconta anche il perché, con grandissima precisione: “È una macchina che va forte nelle frenate. L’aletta che hanno dietro lo scarico, poi, toglie potenza, ma dà un po’ di carico in più in curva, soprattutto in quelle medie e lente. È anche una macchina che si sposa bene con le sconnessioni della pista. Guardando anche alle varie generazioni di auto, la Ferrari qua è andata sempre forte, anche quando ha faticato tanto in altre gare. Solitamente qui si sposano sempre bene”.
Conosce il potenziale della sua Mercedes, ma approfitta della massima attenzione intorno alla Scuderia e a Leclerc, che tutti mettono tra i favoriti. E con grande astuzia, fa anche lui lo stesso. Ma Kimi sa anche che a Monaco non si vince solo con la macchina, ma che tutti i pezzi del puzzle devono incastrarsi alla perfezione: “Abbiamo fatto delle simulazioni. Sorpassare è ancora molto difficile, anche se uno guidasse 3 secondi più lento di proposito” analizza il leader del mondiale.
“Conteranno la qualifica, la partenza e la strategia, oltre alle Safety Car, se dovessero esserci, e agli scherzi del meteo. Inoltre, bisogna avere un buon passo gara perché in molte piste l’undercut fa la differenza, ma qua può funzionare l’opposto, ossia l’overcut. Scaldare le gomme non è facile, quest’anno è molto più difficile della scorsa stagione. Questo weekend, oltretutto, abbiamo una gamma di mescole più dure rispetto all’anno scorso. Perciò sì, sarà importante partire e restare primo, ma bisogna anche avere un buon passo per aprire il gap quando serve”.
Partire e restare primo. Inconsapevolmente, o forse no, gli è bastata una frase per mettere in chiaro che, nonostante le parole dette davanti alle telecamere, l’obiettivo è esattamente quello raggiunto nelle scorse gare. E infatti, poco dopo, non manca un passaggio sull’eventuale significato di una vittoria nel Principato, sogno di chiunque scenda in pista e sfiori quei muretti nella propria carriera: “Ovviamente io vorrei vincerle tutte, questo è fuori discussione. Monaco, però, ha il suo fascino, così come la gara di casa. Vincere è bellissimo dappertutto, ma ovviamente ci sono quei posti dove è un po’ più speciale”.
Nel frattempo, per cercare di lasciarsi gli avversari ancora alle spalle, la Mercedes si è messa a lavoro. Per Monaco ha costruito un’ala posteriore completamente nuova, pensata appositamente per il Principato. La novità più evidente è la trasformazione del supporto dell’ala mobile in una struttura complessa che ospita ben otto piccoli profili aerodinamici, dove normalmente si trovano solo i meccanismi di azionamento dei flap.
In pratica, gli ingegneri delle Frecce d’Argento hanno sfruttato ogni centimetro disponibile per aggiungere carico aerodinamico verticale, quello che in un cittadino vale più di qualsiasi altra cosa. Sono stati rivisti anche il profilo principale dell’ala, le paratie laterali e l’endplate, tutto orientato verso un unico obiettivo: più deportanza, più grip, più velocità nelle curve lente del toboga monegasco. E così, la W17 fa ancor più paura nonostante non sia ancora scesa in pista.