Saremo io e te, “accussì”, sarà per sempre sì. A cantarlo era Sal Da Vinci a Sanremo, canzone che gli era valsa la vittoria della 76a edizione del festival. Qualche mese più tardi, con quasi le stesse parole, Charles Leclerc ha annunciato il suo rinnovo pluriennale con la Ferrari nonostante un contratto non ancora in scadenza. Lo ha fatto con una lettera e un video, senza parole di circostanza. Solo Charles vestito di rosso che scrive di rosso.
Un gesto d’amore, “di lealtà e di fiducia in un mondo che corre sempre più veloce”, ha scritto lui. E con in testa un solo obiettivo, lo stesso di sempre e che sembra valere più di tutto il resto: diventare campione del mondo con la Scuderia: “Quando sono entrato in Ferrari, ero un ragazzo che viveva un sogno. Come tanti piloti prima di me, sono cresciuto sapendo che Ferrari era qualcosa di più grande. È qualcosa di più grande. Non solo un simbolo. È una passione che ho sentito molto prima di avvicinarmi anche solo a una tuta rossa”.
Il video è da pelle d’oca, con le giuste pause a legare una frase all’altra. “Quando c’è qualcosa che ami e di cui sogni, giorno e notte, quando quella cosa diventa realtà, non può significare solo corse, significa famiglia. E incredibilmente, nel corso degli ultimi dieci anni, è diventata esattamente questo. Insieme abbiamo vissuto alcuni dei momenti più emozionanti della mia vita. Vittorie che non dimenticherò mai e momenti difficili che hanno fatto davvero male. E forse è proprio questo a rendere questo legame così speciale”, continua Charles. “So che le persone metteranno sempre in discussione le tue scelte in F1. Ma quando si è trattato di questa decisione, per me, la risposta è sempre stata chiara. Perché credo in questo legame con tutto il cuore. In ciò che questa squadra rappresenta, ben al di là delle corse. E credo che la lealtà e la fiducia… contino assolutamente! In un mondo in cui tutto si muove velocemente, quei valori significano ancora di più per me oggi”.
“Questo rinnovo non riguarda solo il futuro. Riguarda anche tutto ciò che abbiamo già vissuto insieme e l’eredità che continuiamo a portare avanti. Essere un pilota Ferrari è un privilegio e una responsabilità che non do mai per scontata. Continuerò a dare assolutamente tutto quello che ho per aiutare questa squadra a tornare dove merita: al vertice assoluto”, assicura. E infine, un pensiero dedicato al cuore della Ferrari, tutti quelli che ci lavorano e danno l’anima, sempre: “A tutti quelli di Maranello, le persone che danno tutto a questa squadra ogni singolo giorno, grazie. E ai tifosi, la vostra passione è una grande parte di ciò che rende Ferrari così speciale, e il vostro supporto in questi anni ha significato molto più di quanto riesca a esprimere a parole. Il sogno è ancora vivo e sono orgoglioso di continuare a inseguirlo insieme a voi. Forza Ferrari. Charles”.
A quasi otto anni dal suo arrivo in Ferrari, Charles Leclerc ne è diventato una bandiera. Il ragazzo diventato uomo vestito di rosso, quello che ha sempre dato tutto e che spesso in cambio ha ricevuto soltanto colpi da incassare. Quello delle vittorie da infarto, del dare il 100% sempre, a ogni costo. E come ha detto lui, in un mondo che corre veloce, in cui si inseguono tremendamente solo i risultati, ancora una volta ha scelto di restare lì dov’è, praticamente per sempre.
Nell’annuncio lo ripete spesso quel “sempre rosso”, le stesse due parole che danno via al tutto. E lo sottolinea anche la Ferrari nei contenuti pubblicati. Qualche mese fa, in Australia, aveva detto “non so se qualcuno ha mai rinnovato a vita per una squadra, ma ci stiamo lavorando”. Lo aveva affermato sorridendo e forse l’ha fatto davvero. O quantomeno, quasi per una vita.
Sarà vestito di rosso per altri anni, gli stessi in cui rincorrerà quel sogno che ha messo in chiaro fin dal suo primo giorno a Maranello. E se un destino esiste, prima o poi dovrà concedergli la gioia di vincerlo quel mondiale. Perché al di là del tifo e delle preferenze, se in questa F1 c’è qualcuno che merita di vincere, quel qualcuno si chiama Charles Leclerc. Sarà per sempre sì, lo ha dimostrato per l’ennesima volta.