“Mi ricorderò di Di Giannantonio, nessuno mi ha mai sorpassato guardandomi. Mi annoto il tutto, con lui ci vedremo alla prossima gara” – E’ bastata mezza frase pronunciata tra il serio e lo scherzoso da Pedro Acosta nella sala stampa di le Mans per non vedere l’ora di arrivare a venerdì, quando la MotoGP sarà di nuovo in pista a Barcellona. Il giovane fenomeno della KTM, ieri quinto al traguardo, ha infatti raccontato un episodio all’ultima curva dell’ultimo giro che ha deciso di legarsi al dito.
“Quando Fabio mi ha superato – ha detto – si è anche girato a guardarmi. Pensavo fosse più vicino, quindi io sono stato tanto sulle difese e questo non mi ha aiutato, anzi. Perché in verità era più lontano di quanto credessi”. Le ha prese. Ha promesso di ridarle. E, con mezza battuta buttata là, Pedro Acosta ha ricordato a tutti che la MotoGP deve restare sempre pancia e sfida anche adesso che è nelle mani di quella Liberty Media che la vorrebbe imbalsamata come la Formula 1. Quella frase di Acosta è, di fatto, un “ok tutto, ma lo spettacolo sta a cuore anche a noi, purchè fatto a modo nostro”. Anche, appunto, promettendosele per la volta successiva tra due ragazzi che a Le Mans si sono ritrovati protagonisti dietro i protagonisti assoluti di Aprilia.
Uno fa quello che può (e è tanto) con una KTM che limita il suo talento, aspettando di vestire il rosso Ducati nella prossima stagione, mentre l’altro, il Diggia, riesce a essere il più costante tra i piloti Ducati e consolida anche il terzo posto in classifica generale. "Siamo lì in campionato – ha detto l’italiano - non abbiamo perso troppi punti e abbiamo consolidato la terza posizione. Ho fatto anche un bel sorpasso su Acosta, sono orgoglioso di quella manovra: sapevo di dovermi inventare qualcosa e ho rifatto praticamente lo stesso sorpasso che feci a Bezzecchi nel 2019. Pedro Acosta? È sicuramente un pilota di enorme talento. È apparso subito evidente che sarebbe andato forte, era veloce fin dall'inizio, quando è arrivato in MotoGP. Ma alla fine, per me, è solo un altro pilota. Forte, sì, ma quando sei in pista, devi trattarlo come chiunque altro".
Chi, invece, non può essere trattato come chiunque altro, anche se Di Giannantonio non lo dice esplicitamente, sono i piloti Aprilia. Non per un qualche timore reverenziale, sia inteso, ma perché guidano moto che al momento sembrano di gran lunga superiori a tutte, Ducati compresa. “Hanno fatto uno step incredibile – ha tagliato corto il pilota romano parlando proprio di Aprilia - lo si vede fin dall’inizio dell’anno. Tutti i loro piloti stanno guidando in maniera eccezionale, mentre noi stiamo cercando, dal test di Jerez, di individuare la strada migliore. L’Aprilia in ingresso curva sembra molto precisa: gira più stretta, esce meglio dalle curve e riesce anche a consumare meno la gomma. Per stare dietro alle Aprilia dovevo dare il centoventi per cento e non era facile, per questo ho cercato di restare lucido evitando errori e dando il massimo soprattutto in termini di costanza".