In principio è stato un podcast. Quello che Marco Melandri e Davide Valsecchi hanno fatto crescere negli anni sui social, “chiacchiere da box”, raccontando le corse con occhi (e pensieri) da pilota. Proprio nella chiacchierata tra i due, commentando la notizia dell’infortunio di Marc Marquez e, in particolare, dell’intervento chirurgico a cui il campione del mondo ha dovuto sottoporsi, Marco Melandri ha lasciato intendere di non credere alla versione data in pasto ai media dallo stesso Marquez e da Ducati. Il riferimento, è chiaro, non è alla frattura al piede rimediata nella Sprint di Le Mans, ma al braccio che continua a tormentare la carriera del 93. E c’è anche altro che –lasciateci fare i caz*oni – il nostro Cosimo Curatola su MOW aveva già notato: lo sguardo di Marc che non sembra più quello di qualche mese fa.
Da soliti rompiscatole, però, quanto affidato al podcast non c’è bastato. E, manco a dirlo, abbiamo preso il telefono per chiamare direttamente Melandri e provare a farci spiegare meglio il “maciopensiero”. “Marc – ci ha detto – non l’ha raccontata giusta. Sembra che si sia accorto adesso di avere un problema alla spalla con la famosa vite, ma la realtà secondo me è un’altra: lui non p mai stato bene con quella spalla dall’Indonesia”. Un sospetto, quello di Melandri, che in realtà hanno in molti nel padddock, con l’ex campione del mondo e pilota di MotoGP e Superbike che spiega di aver notato da subito una strana posizione in sella del campione del mondo. “Da quando è tornato dopo quell’infortunio in Indonesia – dice – sta in moto in un modo del tutto innaturale. E’ molto più lento anche nei movimenti, più ragionato. Prima era letteralmente un gatto e invece adesso sempre questo braccio destro con il gomito alto che, sempre secondo me, potrebbe essere il segno di un non stare bene e di un essere costretto a utilizzare fasce muscolari che non sono quelle naturali”.
Insomma, versione del “visto che ho avuto sfortuna e dovrò operarmi al piede, approfitterò anche per anticipare un intervento alla spalla che era già programmato” non convince affatto Marco Melandri. “Io credo che lui – spiega ancora – dentro di se sperasse che le cose potessero andare a migliorare e che arrivasse a stare meglio con il tempo. Non migliorando, dopo Jerez sarà andato a farsi vedere e avrà scoperto questa vitina piegata che rischiava di danneggiare il nervo. Aveva programmato di operarsi? Il nervo non è un osso, che metti una vite e va a posto. Un nervo, se lo danneggi, non lo riprendi più. Insomma, poco da aspettare e, se avevano programmato, di sicuro era di sistemare le cose prima possibile. Secondo me la lettura è questa e è molto semplice, ma dipende sempre da come si vogliono vedere le cose”.
Il tema, infatti, è anche un altro: Ducati sapeva o no? C’è la possibilità che Marc, sapendo di dover ufficializzare la firma del contratto con Borgo Panigale (che in verità c’è già stata) abbia provato a tenere tutto nel massimo silenzio? Anche su questo, Marco Melandri va giù dritto e, da “vecchio” pilota, guarda più in là di quella vite. “Non sono così sicuro che non si stia chiedendo se andare ancora avanti o meno – conclude – Lo vedo stanco, poco sorridente. Come se l’anno scorso avesse speso tutto ciò che gli era rimasto in termini di energie mentali e fisiche. Non so quanto anche tutti questi impegni di marketing possano pesare e consumare: lui, se ci peni, in Honda riusciva sempre a farne pochissimi, mentre ora con Ducati è diverso”.